Marketing e Pubblicita’: Investimenti in Italia per Settore: Dati Novembre 2016

WebMarketingManager.netInfografica con la stima degli investimenti pubblicitari in Italia per settore: Analisi dati delle quote percentuali sul mercato da Gennaio a Novembre 2016.

I primi 3 settori d’investimento in Italia sono: 1. Alimentari, con il 15,2% (-0,4%) – 2. Automobili, con l’11,5% (+6,8%) – 3. Distribuzione, con il 6,6% (+12,7%).

Classifica dei 24 settori d’investimento in pubblicità per l’Italia – Quota % del settore sul mercato – da Gennaio a Novembre 2016:

  1. Alimentari, con il 15,2% (-0,4%)
  2. Automobili, con l’11,5% (+6,8%)
  3. Distribuzione, con il 6,6% (+12,7%)
  4. Telecomunicazioni, con il 6,3% (+6,8%)
  5. Farmaceutici / Sanitari, con il 6,2% (+9,7%)
  6. Bevande / Alcoolici, con il 5,1% (+0,4%)
  7. Abbigliamento, con il 4,8% (-8,2%)
  8. Toiletries, con il 4,8% (-0,9%)
  9. Media / Editoria, con il 4,6% (+3,8%)
  10. Cura Persona, con il 4,4% (-2,9%)
  11. Finanza / Assicurazioni, con il 4,2% (-11,2%)
  12. Abitazione, con il 4,0% (+6,3%)
  13. Gestione Casa, con il 3,8% (+0,7%)
  14. Tempo Libero, con il 3,0% (+17,8%)
  15. Turismo / Viaggi, con il 2,9% (+5,9%)
  16. Servizi Professionali, con il 2,2% (+0,5%)
  17. Varie, con il 2,1% (-13,1%)
  18. Industria / Edilizia / Attivita’, con il 2,1% (+40,1%)
  19. Oggetti Personali, con l’1,7% (0% – invariato)
  20. Enti / Istituzioni, con l’1,3% (+14,7%)
  21. Giochi / Articoli Scolastici, con l’1,1% (-7,6%)
  22. Elettrodomestici, con l’1% (+23,5%)
  23. Moto / Veicoli, con lo 0,6% (+5,8%)
  24. Informatica / Fotografia, con lo 0,5% (+14,7%)

Fonte / Dati: Nielsen

Rielaborazione Dati / Classifica: Luca S.

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Focus on: il settore d’investimento più in crescita risulta essere Industria / Edilizia / Attivita’, con il +40,1%, ed una quota sul totale investimenti in Italia del 2,1%. Mentre quello con maggiori perdite risulta essere Varie, con il -13,1%, ed una quota sul totale investimenti in Italia del 2,1%.

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Marketing e Pubblicita’: OnLine ed OffLine: Dati Aggiornati a Novembre 2016

WebMarketingManager.netInfografica con la stima del mercato pubblicitario, in Italia. La TV (televisione) raccoglie 3,488 Miliardi di Euro (+5,5%), da Gennaio a Novembre 2016.

Seguono i quotidiani, con “solo” 623,845 Milioni di Euro (-6,5%), i periodici con “solo” 418,448 Milioni di Euro (-3,4%), ed Internet, con “solo” 406,053 Milioni di Euro (-2,5%).

Classifica della pubblicità in Italia, stima del mercato da Gennaio a Novembre 2016

  1. TV (televisione), con 3 Miliardi + 488 Milioni + 153.000 Euro (+5,5%)
  2. Quotidiani, con 623 Milioni + 845.000 Euro (-6,5%)
  3. Periodici, con 418 Milioni + 448.000 Euro (-3,4%)
  4. Internet, con 406 Milioni + 53.000 Euro (-2,5%)
  5. Radio, con 350 Milioni + 777.000 Euro (+1,2%)
  6. Direct Mail, con 286 Milioni + 36.000 Euro (-4,1%)
  7. Transit, con 116 Milioni + 429.000 Euro (-3,9%)
  8. Outdoor, con 80 Milioni + 110.000 Euro (-3,2%)
  9. Go TV (Out of Home TV), con 14 Milioni + 108.000 Euro (+0,2%)
  10. Cinema, con 13 Milioni + 172.000 Euro (+4,2%)

Fonte / Dati: Nielsen / FCP / AssoQuotidiani / AssoPeriodici / AssoRadio

Rielaborazione Dati / Classifica: Luca S.

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Focus on: Vedere, a fine 2016, la TV (televisione) con un +5,5%, ed Internet con un -2,5%, in Italia, non è una “grande evoluzione” della pubblicità, nonostante i vari “social networks” e gli utenti che si sono “convertiti” al mobile (smartphone e tablet).

Sarà forse che la pubblicità online ha perso valore proprio a causa di questi “utenti distratti” del mobile che non generano R.O.I. (Return on Investment) per gli investimenti pubblicitari?

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Marketing Farmaceutico: i Giovani si Fidano del Farmacista e del Medico

WebMarketingManager.net – Quando si tratta di salute, 2 sono le figure di riferimento per i giovani: 1. il Farmacista 2. il Medico. Sono loro i veri “influencers” per fare vendere i prodotti alle case farmaceutiche.

I giovani (ma non solo) sempre più spesso prima di comprare un farmaco, cercano su Internet i vari prodotti ed opinioni/commenti/suggerimenti di chi ha già usato le stesse medicine, o ha avuto gli stessi sintomi/problemi di salute.

La scelta finale arriva però quasi sempre dopo aver parlato o con il farmacista o con il proprio medico di famiglia.

La ricerca è stata effettuata su 300 ragazzi/e con età compresa tra i 18 ed i 28 anni, per conto dei produttori di farmaci di automedicazione.

Dove cercano informazioni sulla propria salute, i giovani?

  1. blog e siti internet (71%)
  2. medico di base (63%)
  3. trasmissioni tv (48%)
  4. parenti e conoscenti (38%)
  5. farmacista (31%)

I giovani (le donne in maggioranza) si curano da soli con l’automedicazione

  • il 60% risolve in autonomia i piccoli disturbi
  • il 63% afferma di utilizzare farmaci senza obbligo di prescrizione

Cosa comprano ogni mese i giovani in farmacia?

  1. antidolorifici (73%)
  2. antinfluenzali (59%)

Farmacista e medico rimangono i principali “influencers” nelle scelte dei farmaci per i giovani:

  • il 67% prima dell’acquisto chiede consiglio al farmacista
  • il 47% chiede un farmaco specifico, suggerito dal medico

Lo stile di vita ed il cibo sono fondamentali per la buona salute dei giovani

  • il 61% svolge attività fisica, almeno una volta a settimana
  • il 51% dichiara di avere molta attenzione nella scelta dei prodotti da mangiare

Fonte: KantarHealth / Self Care Forum / Federchimica Assosalute / Agnès Regnault / Assosalute

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Focus on: Anche in questo caso, la pubblicità fine a se stessa a poco effetto. Sono il “passaparola” ed i “consigli” di farmacisti e medici, gli strumenti più efficaci per vendere prodotti farmaceutici ai giovani (e non solo).

La riflessione finale è: fino a che punto ci si può fidare del proprio farmacista e/o medico di famiglia, se in gioco ci sono gli interessi delle case farmaceutiche a vendere i loro prodotti per fare fatturato?

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Mobile Marketing: Tempo OnLine: Italiani collegati ad Internet. Novembre 2016

WebMarketingManager.net – La navigazione da  cellulare/mobile (smartphone e/o tablet) rappresenta  il 77,2% del tempo totale trascorso su Internet dagli utenti, mentre solo il 22,8% si è connesso al web mediante il P.C. tradizionale (Personal Computer) e/o notebook.

Le donne che si collegano online con il proprio smartphone e/o tablet, hanno trascorso l’83,5% del proprio tempo su Internet.

Quanto tempo si è stati online nel mese di Novembre 2016?

  • 2 ore e 40 minuti, per i giovani adulti da 25-35 anni
  • 2 ore e 28 minuti, per gli adulti da 35-54 anni
  • 2 ore e 27 minuti, per i giovani da 18-24 anni
  • 2 ore e 05 minuti, per gli adulti anziani da 55-74 anni
  • 42 minuti, per i ragazzi/e da 11-17 anni
  • 38 minuti, per i bambini/e da 2-10 anni

Quanto tempo totale trascorso online per le donne nel mese di Novembre 2016?

  • 2 ore e 34 minuti (l’83,5% si è collegata ad Internet tramite mobile, ovvero con il proprio smartphone e/o tablet, mentre solo 16,5% si è connessa al web mediante il P.C. tradizionale (Personal Computer) e/o notebook.)

Quanto tempo totale trascorso sul web per gli uomini nel mese di Novembre 2016?

  • 2 ore e 11 minuti (il 69,2% si è collegato ad Internet tramite mobile, ovvero con il proprio smartphone e/o tablet, mentre solo 30,8% si è connesso al web mediante il P.C. tradizionale (Personal Computer) e/o notebook.)

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Uomini e Donne preferiscono il mobile (smartphone e/o tablet) – Analisi per fasce d’età:

  • I giovani tra i 18 – 24 anni, hanno trascorso sul web l’84,1% del proprio tempo online, collegandosi ad Internet tramite mobile (smartphone e/o tablet), mentre solo il 15,9% si è connesso al web mediante il P.C. tradizionale (Personal Computer) e/o notebook.
  • I giovani adulti tra i 25 – 34 anni, hanno trascorso sul web l’80,6% del proprio tempo online, collegandosi ad Internet tramite mobile (smartphone e/o tablet), mentre solo il 19,4% si è connesso al web mediante il P.C. tradizionale (Personal Computer) e/o notebook.
  • Gli adulti tra i 35 – 54 anni, hanno trascorso sul web il 77,4% del proprio tempo online, collegandosi ad Internet tramite mobile (smartphone e/o tablet), mentre solo il 22,6% si è connesso al web mediante il P.C. tradizionale (Personal Computer) e/o notebook.
  • Gli adulti anziani con più di 54 anni, hanno trascorso sul web il 68,1% del proprio tempo online, collegandosi ad Internet tramite mobile (smartphone e/o tablet), mentre solo il 31,9% si è connesso al web mediante il P.C. tradizionale (Personal Computer) e/o notebook.

Fonte: Audiweb

Focus on: Dati di Novembre 2016, sul tempo online che gli utenti trascorrono su Internet in Italia ogni giorno ed ogni mese, collegandosi online con il P.C. (Personal Computer), lo smartphone e/o il tablet.

Le donne sono sempre più “mobile users”, con l’83,5% che si è collegata ad Internet tramite mobile, ovvero con il proprio smartphone e/o tablet.

Mentre per gli uomini, il 69,2% si è collegato ad Internet tramite mobile, ovvero con il proprio smartphone e/o tablet.

Nel totale crollano al 22,8% (uomini e donne) che hanno avuto accesso online mediante il P.C. tradizionale (Personal Computer) e/o notebook.

Gli utenti sono inesorabilmentemobile” con il 77,2% (uomini e donne) che si sono collegati ad Internet con il proprio smartphone e/o tablet.

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Internet Marketing: Regioni, Eta’: Italiani collegati ad Internet a Novembre 2016

WebMarketingManager.net – Pubblicati i dati del mese di Novembre 2016 sulla provenienza geografica ed eta’ degli utenti in Italia.

Nel mese di Novembre 2016, quali sono state le regioni in Italia ed aree geografiche maggiormente connesse ad Internet? Qual è la fascia d’eta’ che utilizza maggiormente il web? Ecco la mappa con i dati degli utenti italiani.

Quali sono state le aree geografiche con maggiori utenti che si sono collegati ad Internet, a Novembre 2016?

  • 45% area Nord-Ovest (6 Milioni)
  • 42,6% area Nord Est (3,7 Milioni),
  • 41,2% Centro (3,7 Milioni)
  • 37,9% area Sud e Isole (8 Milioni)

Chi sono gli utenti che si collegano ad Internet?

  • 41% Uomini
  • 42,9% Donne

Qual è la percentuale delle fasce d’età degli utenti online in Italia a Novembre 2016?

  • 60,5% (fascia età: 35-54 anni)
  • 60,2% (fascia età: 18-24 anni)
  • 60,1% (fascia età: 25-34 anni)
  • 31,5% (fascia età: 55-74 anni)
  • 9,8% (fascia età: 11-17* anni – *rilevazione dati solo da P.C. (Personal Computer) mancano i dati per gli smartphones e tablet)
  • 3,6% (fascia età: 2-10* anni – *rilevazione dati solo da P.C. (Personal Computer) mancano i dati per gli smartphones e tablet)

Fonte: Audiweb

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Focus on: Dati di Novembre 2016, sulla provenienza geografica ed eta’ degli utenti che utilizzano Internet in Italia ogni giorno ed ogni mese, collegandosi online con il P.C. (Personal Computer), lo smartphone e/o il tablet.

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Internet Marketing: Italiani che si sono collegati ad Internet a Novembre 2016

WebMarketingManager.net – Pubblicati i dati del mese di Novembre 2016 sulla total digital audience in Italia (utenti totali che si collegano ad Internet).

Nel mese di Novembre 2016: 30,1 Milioni di utenti si sono collegati ad Internet in Italia:

  • 54,7% degli italiani (con età superiore ai 2 anni)

Per quanto tempo gli italiani, mediamente, si sono collegati online nel mese di Novembre 2016?

  • per 54 ore e 51 minuti complessivi

Con quali strumenti, gli italiani hanno navigato sul web, nel giorno medio, a Novembre 2016?

  • P.C. (Personal Computer)
  • Smartphones
  • Tablet

Quanti italiani si sono connessi ad Internet nel giorno medio, a Novembre 2016?

  • 23,1 Milioni

Per quanto tempo, gli italiani sono rimasti mediamente online, ogni giorno a Novembre 2016?

  • per 2 ore e 23 minuti

E la fascia d’età compresa tra i 18 e i 74 anni?

  • 20,1 Milioni di italiani
  • per 2 ore e 5 minuti

A quanto corrisponde la fascia d’età compresa tra i 18 e i 54 anni?

  • al 60% del totale

E la fascia d’età più “senior” tra i 54 e i 74 anni, quanti utenti rappresenta in Italia a Novembre 2016?

  • il 31,5%

Fonte: Audiweb

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Focus on: Dati di Novembre 2016, sugli utenti attivi che utilizzano internet in Italia ogni giorno ed ogni mese, collegandosi online con il P.C. (Personal Computer), lo smartphone e/o il tablet.

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E-Commerce: Amazon creera’ 100.000 posti di Lavoro in U.S.A. (Stati Uniti)

WebMarketingManager.netAmazon (U.S.A.) risponde a Donald Trump in riferimento all’incontro con Jack Ma, fondatore e presidente del sito e-commerce Alibaba (Cina).

Non si è fatta aspettare la replica di Amazon (U.S.A.) ad Alibaba (Cina).

Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba (Cina) ha promesso 1.000.000 di nuovi posti di lavoro entro 5 anni, mentre Jeff Bezos, fondatore e presidente di Amazon,  “solo” 100.000 nuovi posti di lavoro in U.S.A. (Stati Uniti) entro i prossimi 18 mesi (1 anno e mezzo).

Entro la metà del 2018, Amazon arriverà ad avere circa 280.000 lavoratori in U.S.A. (+100.000 rispetto ad oggi)

L’annuncio arriva da Amazon stessa, dopo aver appreso che il nuovo presidente degli U.S.A. (Stati Uniti) Donald Trump è in trattativa con il sito e-commerce rivale di Amazon, ovvero: Alibaba.

Da ricordare che Donald Trump ha più volte criticato Amazon ed il proprio fondatore e presidente Jeff Bezos, durante la propria campagna elettorale, proprio perché il Washington Post (il giornale) è diventato una proprietà di Amazon, e quindi “diretto” da Jeff Bezos.

Inoltre, il Washington Post ha più volte criticato Donald Trump nella campagna elettorale, ed ora sembra che Trump voglia “vendicarsi” facendo un accordo con Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba (Cina), concorrente numero 1 di Amazon.

Fonte: Amazon

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Focus on: Sinceramente, con questo atteggiamento infantile, non so quanta strada farà Donald Trump come presidente degli U.S.A. (Stati Uniti), ma vedere Alibaba (Cina) sfidare Amazon (U.S.A.), a “casa propria” ovvero negli Stati Uniti, con il supporto del nuovo presidente americano, fa pensare molto.

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Social Media Marketing: Snapchat apre la prima sede in Europa, a Londra

WebMarketingManager.netSnapchat, l’app per i telefoni smartphones e tablet, utilizzata per chattare con messaggi “usa e getta” dai giovani e giovanissimi, ha deciso che la propria sede in Europa, sarà Londra.

Alla conquista dell’Europa, con la prima sede a Londra, per Snapchat. Anche le tasse saranno pagate in U.K. (Gran Bretagna – Regno Unito).

Perché Snapchat apre gli uffici europei proprio a Londra e non in Irlanda, come tutti per pagare meno tasse in Europa?

  • Quotazione in borsa a Wall Street (U.S.A.)
  • Migliorare i rapporti in U.K. (Gran Bretagna – Regno Unito)
  • Presenza maggiore di clienti per la pubblicità
  • Creare il proprio “‘hub internazionale in Europa”

Quanti utenti usano Snapchat, ogni giorno?

  • 150 Milioni di persone

Quanto è valutata Snapchat, ad oggi, inizio 2017?

  • 25 Miliardi di dollari

Quanti dipendenti ha Snapchat in totale, ad oggi, Gennaio 2017?

  • Solo 75 dipendenti

Fonte: BBC

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Focus on: Snapchat, l’app per chattare con I video che si “auto-distruggono” dopo averli visti, potrebbe essere “l’anti-Facebook”, almeno sul target giovani. In U.S.A., Snapchat ha già superato Facebook sul target giovani, e l’apertura della nuova sede in Europa a Londra, fa pensare che Snapchat, voglia conquistare anche l’Europa sul target giovani.

Da considerare che Snapchat ha già “sottratto” a Facebook la maggior parte del target giovani: molti ragazzi e ragazze, in U.S.A., hanno già abbandonato Facebook per Snapchat, perché lo ritengono “troppo vecchio” = frequentato da persone “over”.

Facebook in passato ha tentato di comprare Snapchat per 3 Miliardi di dollari, ma l’offerta è stata rifiutata.

E ad oggi, sia Facebook, sia Instagram (di proprietà di Facebook), ed anche WhatsApp (di proprietà di Facebook), rincorrono / copiano ogni buona idea / sezione di Snapchat.

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Social Media Marketing: Facebook Novita’: la Pubblicita’ nei Video degli Utenti

WebMarketingManager.net – Prima novità del 2017 per Facebook, il social network del tempo libero: nei video degli utenti ci saranno spot pubblicitari “improvvisi” di massimo 15 secondi.

Facebook come Youtube? Sembra proprio di si. Anzi no: molto peggio per la pubblicità. La strategia video sarà quella maggiormente utilizzata dal social network del tempo libero.

E’ ufficiale: ci sarà la pubblicità nei video degli utenti, lo spot pubblicitario “improvviso” avrà una durata massima di 15 secondi.

Quanto guadagnerà Facebook con la pubblicità nei video?

  • il 45% dei ricavi sarà di Facebook
  • il 55% dei ricavi sarà degli editori (i “proprietari” o meglio: i gestori delle pagine di proprietà di Facebook, in concessione all’utente, finché Facebook lo deciderà. Nulla è dell’utente, tutto appartiene a Facebook – ndr)

Facebook, ha bisogno di soldi, ed il gratis per gli utenti non esiste (e non è mai esistito).

In tutti i video caricati da parte degli utenti ci sarà la pubblicità “improvvisa” del social network del tempo libero. I guadagni saranno divisi con gli utenti, gestori delle pagine di Facebook (“gli editori”).

Dunque Facebook copia YouTube?

Così sembrerebbe, a parte un piccolo cambiamento, ancor più “fastidioso”, la pubblicità di Facebook nei video, comparirà “all’improvviso” dopo i primi 20 secondi dall’avvio (quando meno l’utente se lo aspetta) e non all’inizio del video, come accade per Youtube. La pubblicità sarà contenuta in tutti i video di almeno 90 secondi (1 minuto e mezzo).

Perché Facebook vuole fare visualizzare la pubblicità nei video dopo che il video è iniziato?

Facebook dice che lo fa “per evitare che le inserzioni vengano caricate nei video che sono chiusi dopo pochi secondi” Ovviamente, lo dice Facebook.

Ma inserire una pubblicità “all’improvviso” dentro un video già avviato, avrà un maggiore impatto su chi lo guarderà, perché non se lo aspetta. E’ lo stesso principio della pubblicità delle ore 21.00 sulle reti Mediaset che interrompe tutto ciò che si sta guardando con attenzione e “coglie di sorpresa” il telespettatore.

Quanti utenti di Facebook guardano i video, quante ore?

  • 100 Milioni di ore video al giorno, nel 2016

Con questa “grandiosa novità” di pubblicità invasiva nei video degli utenti, quello che era definito il “modello di business perfetto” per Facebook, potrebbe saltare, molto più velocemente di quanto si possa pensare.

Con buona pace dei 28/25/22 Milioni di italiani che userebbero Facebook (dati forniti da Fecebook, ovviamente), ogni giorno. Arriverà un altro e “nuovo” social network del tempo libero…

Fonte: Recode / Bloomberg

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Focus on: La pubblicità “statica” si evolve. Niente più banners o testi, ma solo video. Questa sarà la strada che nel 2017, Facebook (e non solo) intende percorrere, per monetizzare i contenuti video dei propri utenti.

Però, la pubblicità invasiva nei video, ovvero quella che compare “all’improvviso” probabilmente non sarà gradita dagli utenti di Facebook, ed abbandoneranno velocemente il social network del tempo libero, in cerca di un nuovo “social” senza pubblicità.

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E-Commerce: Donald Trump incontra Jack Ma: Alibaba contro Amazon

WebMarketingManager.net – Ed ebbe inizio la grande guerra del 2017 per il dominio dell’e-commerce tra Amazon (U.S.A.) ed Alibaba (Cina).

Alibaba (Cina), grazie all’e-commerce, creerà 1 milione di nuovi posti di lavoro negli U.S.A. (Stati Uniti) entro i prossimi 5 anni.

Alibaba (Cina), sito e-commerce cinese quotato a Wall Street e rivale di Amazon, punta a cresce negli Stati Uniti (U.S.A.), entro i prossimi 5 anni, con un piano d’espansione che prevede la creazione di 1 milione di nuovi posti di lavoro.

Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba (Cina), ha incontrato Donald Trump, attuale presidente degli U.S.A. (Stati Uniti), alla Trump Tower di New York, per discutere della nuova alleanza tra U.S.A. – Cina.

La sfida ad Amazon è lanciata.

Da ricordare, per quanto concerne le alleanze U.S.A. – Asia, che precedentemente, Trump, ha anche incontrato Masayoshi Son, C.E.O. (A.D.) di SoftBank (Giappone), per una serie di investimenti che prevedono la creazione di altri 50.000 nuovi posti di lavoro negli U.S.A. (Stati Uniti).

Fonte: Alibaba

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Focus on: Lasciando perdere le barzellette che si potrebbero raccontare su Donald Trump, che prima aveva dichiarato di chiudere le “frontiere del commercio” alla Cina, mentre ora incontra Jack Ma, fondatore di Alibaba, l’e-commerce cinese più famoso al mondo, per un accordo in U.S.A.,

è interessante notare che, Italia a parte, dove si “ragiona alla giornata” per i piccoli e-commerce, quando si parla dei veri e grandi gruppi e-commerce, le proiezioni ed investimenti sono sempre a partire dai 5 anni.

Fare e-commerce richiede tempo, costanzabudgets pianificati nel tempo e perseveranza. Creare un e-commerce, pensando di guadagnare e/o azzerare le perdite/costi “entro 6 mesi” dalla sua nascita: è pura follia.

Se vuoi fare un e-commerce serio: ragiona e progetta da 3 a 5 anni, oppure non fare nulla con i tuoi spiccioli: se non hai soldi, stai fermo che è meglio.

Se pensi che fare e-commerce sia facile, rischi solo di destabilizzare il (fragile) mercato interno (Web Agency “Rampanti” e StartUppari vari ed eventuali) con le tue teorie da “Prenditore italiano” illuso e supponente di un “e-commerce fantasioso”.

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