E-Commerce: Amazon: Nuovo Brevetto per i “Magazzini Volanti” o “nel Cielo”

WebMarketingManager.netAmazon, conclude il 2016 “con il botto”: nuovo brevetto per i “Magazzini Volanti” o “nel Cielo”. Ecco l’illustrazione del brevetto del primo centro di distribuzione Amazon per via aerea.

I centri di rifornimento merce Amazon, potranno essere “parcheggiati in aria” vicino gli stadi delle grandi città, in modo tale da far partire i propri droni per la consegna dei pacchi, dal dirigibile.

Il nuovo brevetto di Amazon, riflette una complessa rete di sistemi per facilitare la consegna dal cielo.

Sarebbe per Amazon, il primo centro di distribuzione per via aerea.

Per quale motivo, Amazon, vuole i “magazzini volanti?

  • Avere le merci vicine alle persone che faranno richiesta in un determinato momento
  • Tempi brevi di consegna merci/pacchi/prodotti

Perché Amazon vorrebbe il proprio “magazzino volante” nei pressi degli stadi?

  • consegne di cibi pronti per gli spettatori dell’evento sportivo
  • consegne di bevande per gli spettatori dell’evento sportivo

I test delle consegne con i droni di Amazon continuano la fase di sperimentazione in U.K. (Gran Bretagna – Regno Unito), per la precisione nell’area di Cambridge.

Fonte: TechCrunch

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Focus on: Questo nuovo brevetto di Amazon, sarà la novità del 2017, se l’azienda di e-commerce riuscirà a sviluppare “su larga scala” il progetto delle consegne con i “droni” , per il momento, ancora in fase di test.

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Video: Robot Gigante Umanoide creato in Corea del Sud – Internet of Things (IOT)

WebMarketingManager.net – Dai films alla realtà, nel 2017 questi “robot giganti umanoidi” saranno prodotti “in serie” al costo di 8 Milioni di dollari.

Saranno prodotti nella Corea del Sud, i primi robot giganti umanoidi, saranno alti 4 metri, e peseranno 1.500 chili (kg) (1,5 tonnellate).

Costruiti in fibra di carbonio ed alluminio.

Il robot ha un abitacolo che ospita il pilota umano che potrà comandare il robot in base ai movimenti del corpo.

Focus on: Questo che vedete nel video è il primo test, del robot gigante umanoide, costruito in Corea del Sud. L’Internet of Things (IOT) sarà anche questo, a partire dal 2017 (pochi giorni). Siete pronti al progresso?

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E-Commerce: Amazon: 1 Miliardo di pacchi spediti per i Regali di Natale 2016

WebMarketingManager.netAmazon festeggia il 2016 da record, con 1 Miliardo di pacchi inviati nel Mondo con il servizio Amazon Prime (spedizione veloce – ndr). E’ il +500% rispetto al 2015.

Mentre in Italia, il giorno con più alto numero di prodotti venduti per Amazon.it, è stato il “Black Friday” con 1.1 Milioni di prodotti ordinati in 24 ore.

Per il servizio Prime Now (i regali dell’ultimo minuto), il record del pacco più veloce per la consegna è stato in 10 minuti e 53 secondi, a Milano.

Quali sono stati i prodotti più venduti su Amazon?

  • indovina Chi?
  • tablet Fire
  • diffusore Bluetooth portatile JBL GO JBLGOBLK
  • videogioco FIFA 17

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Focus on: A quanto sembra dai numeri, l’e-commerce di Amazon, per il 2016, è stato da record, sia come numero di pacchi inviati che come prodotti ordinati.

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E-Commerce: 3 Milioni di italiani Riciclano OnLine i Regali di Natale ricevuti

WebMarketingManager.net – Sono il +14%, rispetto al 2015, gli italiani che non sono soddisfatti dei propri Regali di Natale, nel 2016, e che mettono in vendita e all’asta su eBay, i regali ricevuti.

L’ipocrisia si sa, regna sovrana, in Italia più che in ogni altra Nazione al Mondo. Ed a Natale, i finti sorrisi abbondano ovunque: “Auguri, Auguri Cara, Auguri Caro… e prenditi questo Regalo di Natale Riciclato!

E chi non può e/o non riesce a riciclare il proprio regalo di Natale che fa? Lo mette in vendita e/o all’asta online su eBay, ovviamente. Anche a Natale, si pensa a guadagnare con i regali degli altri.

Questa “tendenza” era già iniziata negli anni passati, ma il 2016, ha registrato una crescita a 2 cifre: +14%, rispetto al 2015, ed oltre 3 Milioni di italiani ipocriti, che non hanno avuto il coraggio di parlare chiaramente con chi gli regalava un dono poco gradito a Natale, stanno riciclando i propri regali di Natale.

Quali regali di Natale si riciclano maggiormente online?

  • abbigliamento e accessori
  • orologi
  • arredamento e design
  • oggettistica per la casa
  • piccoli elettrodomestici
  • articoli tech (fotocamere digitali e smartphones)

Cosa scrivono gli italiani ipocriti per vendere i regali di Natale, non graditi?

  • “vendo causa regalo doppio”

Il 49% degli italiani, nel 2015 ha ricevuto almeno un regalo non desiderato, per un totale di oltre 19 Milioni di persone.

Cosa faranno gli italiani ipocriti, con i soldi ricavati dal riciclo dei regali di Natale, non graditi?

  • il 54% dei rivenditori di regali di Natale non desiderati, dichiara che metterà da parte i guadagni per risparmiare.
  • il 16% dei rivenditori di regali di Natale non desiderati utilizzerà il denaro guadagnato proprio per pagare le spese relative al Natale appena trascorso! (dalla serie: festeggiamo e facciamo vedere agli altri “il lusso che non abbiamo”, anche se non abbiamo i soldi per pagare!)

Fonte: eBay / TNS

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Focus on: Riciclare un regalo di Natale non è un bel gesto, come anche regalare ad altri, i regali ricevuti (che non piacciono) è ancora peggio.

Questa “pratica Natalizia” ipocrita, dovrebbe finire.

Celebrare il Santo Natale, non è una “festa modaiola di scambi di regali non desiderati”.

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E-Commerce: Natale 2016 vale 4,5 Miliardi di Euro (il 25% di un anno di Vendite)

WebMarketingManager.net – Cosa si compra online a Natale? Che tipo di prodotti si comprano online o in negozio? Che vantaggi ha l’E-Commerce, rispetto al negozio tradizionale? Quanto si spenderà in media per Natale?

L’e-commerce del 2016 è in crescita del +18% rispetto al 2015. Comprare online piace sempre di più agli italiani.

Cosa si compra online a Natale?

– regali

– prodotti per addobbare casa

– cibo e vino

– biglietti aerei e ferroviari

– viaggi in mete esotiche (europee, oltre oceano, e/o in isole) o città d’arte/culturali (Roma, Firenze, Venezia)

Che tipo di prodotti si comprano a Natale, online o in negozio?

– prodotti tecnologici (smartphone, tv, ebook reader e piccoli elettrodomestici)

– capi di abbigliamento e accessori (borse e gioielli)

– oggetti di design

– cosmetici

– libri (sia quelli tradizionali di carta che quelli in formato elettronico ebook)

– giocattoli

– prodotti enogastronomici di nicchia

– gift card

– esperienze / corsi / eventi (cene stellate, corsi di cucina, ingressi alle terme)

Che vantaggi ha l’E-Commerce, rispetto al negozio tradizionale?

– niente stress (come le interminabili code alle casse)

– ampia di prodotti

– sconti speciali

– personalizzare gratuitamente alcuni accessori di abbigliamento (borse, gioielli e penne con le iniziali del proprio nome)

– consegne lampo (in un giorno)

– offerta di confezioni regalo con messaggi d’auguri (cartacei o musicali)

Quanto si spenderà in media per Natale per i regali?

– circa 300 Euro

A chi e a che cosa sarà destinato il budget di Natale?

– familiari

– amici

– casa

Una esperienza d’acquisto funzionale, per chi compra online:

– piacevole

– emozionale

– regalo perfetto per categorie

– regalo perfetto per sesso (lui, lei)

– regalo perfetto per età (bambini, ragazzi, adulti)

– regalo perfetto per fascia di prezzo

Fonte: Confcommercio / Osservatorio Innovazione Digitale Retail del Politecnico di Milano / Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano

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Focus on: il 2016 sarà ricordato come l’anno “di maturazione” per l’e-commerce in Italia. Da Amazon ad eBay, da ePrice agli altri tanti e piccoli e-commerce italiani.

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E-Commerce: Pacchi Amazon a rischio le consegne di Natale con Poste Italiane

WebMarketingManager.net – Gli uffici postali delle province di: Modena e Bergamo, sono andati in “tilt” / “caos” per i pacchi di Natale di Amazon.

Secondo Poste Italiane ci sarebbero “troppi pacchi Amazon da gestire / consegnare” in diverse città italiane, durante il periodo di Natale. Molti i disagi legati alle consegne di pacchi di Amazon, a causa del numero elevato di “colli” da gestire / consegnare.

Non solo i pacchi di Amazon, ma anche quelli di altri e-commerce italiani, sarebbero “bloccati” presso gli uffici postali di diverse province italiane.

Dove si trovano i pacchi di Amazon con maggiori “rallentamenti” nelle consegne?

Le aree più “critiche” per i pacchi di Amazon, sono in Emilia Romagna, nella provincia di Modena ed in Lombardia, nella provincia di Bergamo.

Le cause?

– Riorganizzazione dei turni di recapito della posta

– Consegne fuori dalle aree metropolitane

Focus on: Se le Poste Italiane non sono in grado di gestire correttamente i “flussi natalizi” con le consegne dei pacchi, l’appalto di Amazon, rischia di essere il punto debole dell’azienda: magazzini troppo pieni di merce ferma e non consegnata.

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Classifica 2016: Le Migliori Banche Italiane e Le Peggiori Banche Italiane

WebMarketingManager.netBanche Italiane in Borsa: Capitalizzazione (in Milioni di Euro), e performance in percentuale da inizio 2016.

Le Migliori Banche Italiane nel 2016:

  1. Intesa SanPaolo, con 38.644 Milioni di Euro di Capitalizzazione, +1,16% da inizio anno
  2. Mediobanca, con 6.854 Milioni di Euro di Capitalizzazione, +16,10% da inizio anno
  3. Fineco Bank, con 3.302 Milioni di Euro di Capitalizzazione, +17,40% da inizio anno

Le Peggiori Banche Italiane nel 2016:

  1. Unicredit, con 17.319 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -46,88% da inizio anno
  2. Ubi Banca, con 2.738 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -52,82% da inizio anno
  3. Bper, con 2.396 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -8,51% da inizio anno
  4. Banco Popolare, con 2.025 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -67,15% da inizio anno
  5. Credem (Credito Emiliano), con 1.913 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -7,06% da inizio anno
  6. Bpm, con 1.688 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -29,05% da inizio anno
  7. Banca Popolare di Sondrio, con 1.390 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -1,42% da inizio anno
  8. Mps, con 495 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -91,48% da inizio anno
  9. Credito Valtellinese, con 443 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -49,28% da inizio anno
  10. Carige, con 289 Milioni di Euro di Capitalizzazione, -78,83% da inizio anno

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Focus on: A quanto sembra, il bilancio del 2016 per le banche italiane, a parte 3 banche su 13, è stato a dir poco disastroso.

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Google Spia i propri Dipendenti e non rispetta le leggi sul lavoro della California

WebMarketingManager.netGoogle, invita i propri dipendenti ed avvocati a non scrivere sulle Attività Illegali Interne alla società. E alla fine, si sapeva già da tempo che “il mito americano” non esisteva (e non è mai esistito – ndr). Dopo “l’americano medio” che vota Trump presidente U.S.A., crolla anche un altro “mito”: Google.

Loro (quelli di Google – ndr), sono i primi a non rispettare le leggi e sanno chiaramente che ci sono delle attività illegali interne a Google, però invitano sempre gli utenti ed i SEO, ad essere “coretti” e a rispettare le policy di Google. Come si suol dire: “Google predica bene, ma razzola male

Tutto è stato scoperto grazie alla denuncia di un Product Manager di Google, che accusa la società d’avere un programma per spiare i propri dipendenti, con lo scopo di evitare fughe di notizie dell’azienda rivolte a stampa, autorità e forze dell’ordine.

Il Product Manager di Google cita anche le clausole confidenziali aziendali, perché non rispettano le leggi sul lavoro della California.

Scoperto anche il “programma di spionaggio” interno a Google: si chiede ai lavoratori di fare da “spia” ai danni di colleghi sospettati di aver divulgato informazioni confidenziali.

Ed ora Google rischia una multa da 3,8 Miliardi di dollari.

Fonte: The Informant / Engadget

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Focus on: Che dire? Questi americani “paladini della giustizia” (ma solo nei loro films, auto-prodotti – ndr): predicano bene, ma razzolano male. Adesso li abbiamo scoperti!

Le autorità U.S.A. devono indagare e capire che tipo di attività illecite vengono effettuate all’interno della sede di Google, oltre al programma di spionaggio interno dei propri dipendenti.

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Instagram copia Snapchat, e Facebook Segnala i Dati degli Utenti ai Governi

WebMarketingManager.net – E’ tutto un “copia/incolla” ormai. Sia Instagram che Facebook altro non sanno fare che copiare ogni nuova funzione e servizio di SnapChat. Inoltre i dati degli utenti di Facebook sono stati consegnati ai Governi che ne hanno fatto richiesta per le loro indagini.

Ormai Mr. NERD Facebook ha perso la “creatività” (ammesso che l’abbia mai avuta – ndr). Per chi non conoscesse la vera storia di Facebook, è bene ricordare il film, del 2010: The Social Network

Questo è il vecchio trailer del film:

Dunque facciamo il riepilogo delle cose copiate nel 2016 da Instagram e da Facebook:

  • Stories, un modo per raccontare una giornata attraverso pillole di foto e brevi video che scompaiono 24 ore dopo la pubblicazione
  • Discover (notizie ed articoli) “ribrandizzato” Collections
  • Adesivi, da sovrapporre alle foto e ai video
  • Varie ed eventuali…

Snapchat, è l’app di messaggistica “usa e getta” per smartphone e tablet, ed  è diventata famosa soprattutto tra i giovani, per la sua caratteristica: messaggi che si cancellano automaticamente poco dopo essere stati inviati.

Snapchat pronta a quotarsi a Wall Street con una valutazione tra i 25 ed i 35 Miliardi di dollari. Gli advisor finanziari di Snapchat sono Morgan Stanley e Goldman Sachs. Fonte Bloomberg.

La crescita di Snapchat:

nel 2015 le entrate erano di appena 60 Milioni di dollari.

Entro la fine del 2016, si prevedono entrate tra i 250 e i 350 Milioni di dollari.

Mentre per il 2017 si ipotizzano almeno 1 Miliardo di dollari.

Attualmente il valore di Snapchat è stimato sui 17,8 Miliardi di dollari.

I numeri di Snapchat, del 2016:

Il 23% degli utenti internet nel Mondo è su Snapchat, Erano il 12% meno di 2 anni fa.

In Italia è utilizzato dal 25% degli utenti internet. Erano il 15% nel 2015.

Mentre in America Latina sono il 38%, rispetto al 12% del 2014.

Questi sono i dati emersi dallo studio Kantar TNS effettuato su 70.000 persone.

Snapchat, sta crescendo a ritmi sostenuti, ha 150 Milioni di utenti giornalieri ha superato Twitter, ed ha circa 10 Miliardi di visualizzazioni video giornaliere.

Le ultime stime, attestano il valore di Snapchat in 20 Miliardi di dollari.

Snapchat compra ad Agosto 2016, Vurb (110+75 Milioni di dollari) un’app specializzata in ricerche sul web da dispositivi mobili e in suggerimenti online ed ha anche siglato un accordo con la Nbc per i contenuti originali. E’ pronta a far battaglia anche sul fronte editoriale e dell’intrattenimento.

Mentre a Luglio 2016 ha acquistato per oltre 100 Milioni di dollari: Bitstrips, l’azienda creatrice del’app Bitmoji.

Ricordiamo che Facebook cercò d’acquistare Snapchat, 3 anni fa con un’offerta (rifiutata) da 3 Miliardi di dollari.

Ed è notizia di oggi che Facebook ha segnalato ai Governi che ne hanno fatto richiesta, i dati di 67.129 account/utenti.

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Focus on: Se io fossi Snapchat, farei causa ad Instagram (di proprietà di Facebook – ndr) e a Facebook: copiare idee e servizi della concorrenza è reato e negli U.S.A. ancor di più che in Italia.

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Social Networks: Depressione, Ansia e Stupidita’ Collettiva per gli Utenti “Attivi”

WebMarketingManager.net – Ogni giorno gli americani “alla Trump” “se la cantano e se la suonano” con i numeri da record: 300 Milioni di uTOnti, anzi no, 600 Milioni uTOnti, anzi no 1,7 Miliardi di uTOnti. Ma chi li vuole i depressi e gli ansiosi in una pianificazione marketing ?

Le mode si sa, sono seguite dalla masse… ma le masse non cambiano il Mondo, e difficilmente generano R.O.I. (Return on Investment) per la pubblicità.

Lo conferma anche l’ennesima ricerca (se non bastassero tutti i dati ad oggi forniti – ndr), da parte della University of Pittsburgh Center for Research on Media, Technology and Health (CRMTH), secondo la quale: “i giovani attivi su molti social networks (fino a 11 diversi), a prescindere dal tempo trascorso complessivo, hanno un rischio più che triplo di ansia e depressione

E quindi, la domanda che ci facciamo, noi che Internet la conosciamo ancor prima che nascesse Google, è: “ha ancora senso buttare soldi in queste piattaforme social networks con 0 (Zero) R.O.I. ? A cosa mi serve il tuo like (di ansia e depressione) se non generi una vendita, una visita? A cosa mi serve il tuo Lead/Modulo contatto (di ansia e depressione), se mi invii i tuoi dati e quando ti chiamo, neppure ti ricordi di aver premuto il pulsante d’invio su FEISSSSSSBUKKK, perché stavi “passando il tuo tempo sui vari ed eventuali social networks, invece che lavorare?”

Ed i clienti delle agenzie e centri media che vengono “inondati” di terminologie “social media cosi” dai vari “IR-responsabili Marketing”, che hanno “gli uffici in campagna” (perché a Milano costano troppo gli affitti, e non se li possono permettere – ndr) che poi sono loro i primi a non avere neppure 90 contatti su LinkedIn, che dire ?

Li senti parlare:  “ facciamo qui e lì, “però quantificami l’Effort (sforzo – ndr)” e poi ah si: “i social” ricordati i “social”! ”

Vuoi fare “Social” e non sai neppure cosa sono i “Social”, e che parli a fare?

Non hai neppure 90 contatti su LinkedIn è sei “la capRa” del reparto “Comunicazione”.

Ma cosa vuoi “comunicare” tu?

Per non parlare dell’altra “esperta di marketing” che non sapeva neppure cosa fosse l’Alexa Rank ed era “la capRa” del reparto web marketing, SEO e SEM.

Ma che stai a dire? Ma vuoi buttare i soldi del cliente per seguire le mode delle “capre sociali” ?

Ma lo vuoi capire (si o no) che la gente sta lì solo per “ca**egiare” e della tua pubblicità non gliene importa nulla?

E se fossero i tuoi di soldi, li investiresti nei social networks, sapendo di perderli?

Scommetto di no!

Questi vari “esperti di marketing e comunicazione” li troverete nelle più “rinomate” agenzie web e centri media in campagna (diffidate da chi ha gli uffici in posti “dimenticati da Dio”, se sono lì, c’è sempre un perché! La location è fondamentale per la credibilità di un’agenzia e centro media)

E per concludere, semplifichiamo il concetto con un bel video/canzone (che ad oggi ha oltre 32 Milioni di visualizzazioni) dedicato a tutti gli “appassionati” dei social networks “del tempo libero”: Fabio RovazziTutto Molto Interessante (Official Video)

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Focus on: E’ ora di finirla con questi “giochini per ragazzini NERD” e pensare al R.O.I. (Return on Investment) per la pubblicità ed in tutte le pianificazioni marketing, che si decide d’affrontare.

Ragionare con i soldi degli altri è sempre facile. Ma quando sono i propri, i “social networks” non sono mai “la priorità”. Chissà perché…

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