Marketing e Pubblicita’: Chi ha Investito di piu’ in Pubblicità nel 2016, in Italia?

WebMarketingManager.net – I primi 10 brands hanno speso/investito un totale di 878 Milioni di Euro in pubblicità nel 2016, in Italia. Al numero 1 c’è: Volkswagen, a seguire al numero 2: Procter & Gamble, ed al numero 3: Fiat (FCA).

Una crescita del +5,9% rispetto al 2015, per il 2016, tra i primi 10 investitori/brands in pubblicità, nel mercato italiano. Ecco i dati classificati sulla spesa totale di ciascun brand/azienda.

Top 10 investitori – mercato pubblicitario italiano – Totale anno 2016:

  1. Volkswagen (Audi, Seat e Skoda), con 122,3 Milioni di Euro (+17,4% rispetto all’anno 2015)
  2. Procter & Gamble (P&G), con 107,4 Milioni di Euro (+23,8% rispetto all’anno 2015)
  3. Fiat (FCA), con 104,6 Milioni di Euro (+5,4% rispetto all’anno 2015)
  4. Vodafone, con 98,3 Milioni di Euro (+21,3% rispetto all’anno 2015)
  5. Ferrero, con 95,7 Milioni di Euro (-8,5% rispetto all’anno 2015)
  6. Barilla, con 92,6 Milioni di Euro (+11,1% rispetto all’anno 2015)
  7. L’Oréal, con 70,5 Milioni di Euro (-9,6% rispetto all’anno 2015)
  8. Nestlé, con 64,5 Milioni di Euro (+5,1% rispetto all’anno 2015)
  9. Unilever, con 61,8 Milioni di Euro (-15,9% rispetto all’anno 2015)
  10. PSA, con 60,3 Milioni di Euro (+4,8% rispetto all’anno 2015)

Da ricordare che in questa classifica non sono inclusi gli investimenti su Google, Facebook, YouTube, Instagram, Twitter, Linkedin, ed altri, effettuati per i canali:

  • Search
  • Social

Dove sono stati investiti i soldi in pubblicità, nel 2016? Su quali mezzi?

  • TV (Televisione), il 55,8% del totale, +6,3% rispetto al 2015
  • Reti digitali e tematiche, il 26,2% del totale, +12,6% rispetto al 2015
  • Radio, il 7,5% del totale, -3,5% rispetto al 2015
  • Quotidiani, l’1,7% del totale, -30,2% rispetto al 2015 (profonda crisi per la carta stampata)
  • Web, il 5,2% del totale, -2,5% rispetto al 2015***

***Nei dati forniti dalla Nielsen, mancano i dati ufficiali relativi alla raccolta pubblicitaria di Google e Facebook e alle altre multinazionali americane presenti nel mercato “digital” italiano. Si stima che con la somma dei dati mancanti Internet abbia concluso l’anno 2016 a +8%.

Fonte / Dati: Nielsen

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Focus on: I primi 3 migliori investitori del 2016, che hanno registrato una maggiore crescita/propensione all’utilizzo della pubblicità, in Italia, sono stati:

  • Procter & Gamble (P&G), con 107,4 Milioni di Euro (+23,8% rispetto all’anno 2015)
  • Vodafone, con 98,3 Milioni di Euro (+21,3% rispetto all’anno 2015)
  • Barilla, con 92,6 Milioni di Euro (+11,1% rispetto all’anno 2015)

Mentre i peggiori 3 investitori del 2016, che hanno registrato una maggiore perdita/minore propensione all’utilizzo della pubblicità, in Italia, sono stati:

  • Unilever, con 61,8 Milioni di Euro (-15,9% rispetto all’anno 2015)
  • L’Oréal, con 70,5 Milioni di Euro (-9,6% rispetto all’anno 2015)
  • Ferrero, con 95,7 Milioni di Euro (-8,5% rispetto all’anno 2015)

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Content Marketing: il 63% dei Contenuti creati dai Brands, in Italia, sono Inutili

WebMarketingManager.net – Le aziende / brands non sono in grado di comunicare e creare contenuti utili per i propri consumatori/utenti.

Risulta molto elevata l’insoddisfazione degli italiani nei confronti dei brands/aziende, rispetto all’offerta attuale dei contenuti da loro proposti/prodotti.

Il 63% degli italiani (utenti/consumatori) vuole e chiede al proprio brand (marca) più contenuto.

Ed il brand?

La marca/brand, comunica ancora in modo vecchio ed obsoleto (scaduto) per i consumatori di oggi, ed ancora una volta, nel 2017, ribadiscono il proprio interesse verso i contenuti di qualità (content marketing).

Le strategie di contenuto, sono utili per instaurare un dialogo con i propri utenti/potenziali consumatori/clienti. Il contenuto, se utile, può essere un prezioso alleato per un brand, ma bisogna migliorare l’utilizzo e la strategia.

La ricerca che misura il legame tra brand e consumatori è stata realizzata analizzando 1.500 brands in tutto il Mondo ed intervistando 375.000 persone in 33 nazioni.

Fonte / Dati: Meaningful Brands / Havas Media Group

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Focus on: Per vendere un prodotto/servizio è necessario creare una relazione tra brand e consumatore. Nel 2017, non ha più senso “bombardare perfetti sconosciuti”  di pubblicità che non guardano, non apprezzano e ritengono addirittura inutile (il 63%), produrla, contenuti inclusi.

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Social Media Marketing: quali Social Networks utilizzano gli Influencers nel 2017?

WebMarketingManager.net – Qual è la piattaforma preferita (social network) da un influencer? Al numero 1 c’è: Instagram, troviamo al numero 2: il Blog/Sito Personale, ed al numero 3: Facebook.

Youtube, si posiziona al numero 4, nelle preferenze degli influencers, come piattaforma (social network) dove postare i propri contenuti/idee e messaggi pubblicitari degli sponsor.

Gli influencers che si trovano solo su internet, sono in particolar modo giovani ed appassionati di lifestyle.

Chi è un influencer?

  • in Francia, il 54% degli influencers, ha un’età compresa tra i 19 ed i 30 anni.
  • il 55% degli influencers del sondaggio hanno almeno 000 followers (seguaci) e sono online da almeno 3 anni.

A cosa sono interessati gli influencers?

  • stile di vita, il 70%
  • moda e bellezza, il 48,4%
  • viaggi e cibo, il 33%

Quali sono i social networks più utilizzati dagli influencers, in Francia?

  • Instagram, dal 42,9%
  • Blog/Sito Personale, dal 26,1%
  • Facebook, dall’11,3%
  • YouTube, dal 9,7%
  • Twitter, dal 7,8%
  • Snapchat, dall’1,3%
  • Pinterest, dallo 0,6%
  • LinkedIn, dallo 0,3%

Fonte: eMarketer

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Focus on:  vedere Facebook, all’11,3% e YouTube, al 9,7% per quanto concerne l’utilizzo dei social networks da parte di un giovane influencer, fa ben capire, come i giovani sono poco fedeli alle piattaforme, e cambiano velocemente, in base alle “mode” del momento.

Instagram è al primo posto con il 43% delle preferenze, anche per il semplice motivo che è “più facile raccogliere” followers, rispetto agli altri social networks, sui quali sono stati introdotti limiti sia da Facebook, che da YouTube, per non parlare di LinkedIn, che è stata praticamente “stravolto” in questo mese, Febbraio 2017, con un’interfaccia che elimina gran parte delle funzioni a cui gli utenti “storici” erano affezionati.

Augurandoci che LinkedIn utilizzato appena dallo 0,3% degli influencers (comprato da Microsoft), non faccia la stessa fine di Nokia (comprata da Microsoft), guardiamo con curiosità Instagram, anche se, non è minimamente paragonabile a LinkedIn, ne’ come contenuti, ne’ come “target/utenti”.

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Brand Awareness – Come Creare un Brand di Successo? Le Strategie per il 2017

WebMarketingManager.netCosa rende piu’ importante un brand rispetto ad un altro? E cosa fare per mantenere alto il “livello” della marca, una volta raggiunto il successo?

Analizziamo nel dettaglio i vari benefit: funzionali (41%), personali (30%)e collettivi (29%), che rendono più significativo un brand sul mercato.

Cosa rende un brand più significativo?

Benefit Funzionali (41%)

  • Buona qualità
  • Prodotti responsabili
  • Mantiene le promesse
  • Prodotti utili
  • Ascolta

Benefit Personali (30%)

  • Semplificazione
  • Serenità
  • Ispirazione nuove idee
  • Risparmiare tempo
  • Soddisfazione

Benefit Collettivi (29%)

  • Trasparenza
  • Inclusione
  • Investe nel futuro
  • Etica
  • Buon posto di lavoro

La ricerca è stata realizzata analizzando 1.500 brands in tutto il Mondo ed intervistando 375.000 persone in 33 nazioni.

Fonte / Dati: Meaningful Brands / Havas Media Group

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Focus on: Creare un brand (marca/marchio di un prodotto o di una linea di prodotti) di successo, nel 2017 è una bella sfida, come anche mantenere alto il “livello” di notorietà raggiunto. La maggior parte dei mercati sono ormai “saturi”, ed è già molto difficile “difendere” la propria quota di mercato dai concorrenti e non andare in perdita rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, l’applicazione concreta dei i vari benefit: funzionali (41%), personali (30%) e collettivi (29%), di sicuro, nel medio-lungo periodo, potrà dare dei buoni risultati per la Brand Awareness.

Pensare a “breve termine” per la creazione e/o mantenimento di un brand, non è una strategia vincente. In 6 mesi non si può minimamente pensare di fidelizzare l’utenza, o di spostare quote di mercato da un brand competitor (concorrente) ad un altro (il vostro, o quello del vostro cliente) per sviluppare quella che in gergo è chiamata “Brand Awareness” (notorietà della marca, essere riconosciuto dai potenziali consumatori, essere associato ad un determinato prodotto).

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Content Marketing: l’86% dei consumatori in Italia vuole Contenuti dal Brand

WebMarketingManager.net – 3 parole per avere successo con il proprio brand (marca del commercio) nel 2017: qualità, impegno e molto contenuto.

I brands (le marche di commercio) dovranno instaurare con i propri clienti/consumatori una “relazione duratura” nel tempo, fidelizzandoli giorno dopo giorno.

Content is the king, recitava un famoso motto di Google, tanti anni fa, quando era il semplice motore di ricerca interno di Yahoo!, ed in pochi lo utilizzavano.

I consumatori / clienti, vogliono contenuti:

  • l’86% degli italiani (84% a livello globale) si aspetta di essere coinvolto dal proprio brand attraverso diverse forme di contenuto.

Cosa vogliono gli utenti/consumatori dai propri brands, nel 2017?

  1. Social Experiences (esperienze sociali)
  2. Solutions (soluzioni)
  3. Entertainment (intrattenimento)
  4. Stories (storie)
  5. Events (eventi)

La ricerca è stata realizzata analizzando 1.500 brands in tutto il Mondo ed intervistando 375.000 persone in 33 nazioni.

Fonte / Dati: Meaningful Brands / Havas Media Group

Rielaborazione Dati / Classifica: Luca S.

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Focus on: Per il 2017, content strategy / content marketing per qualsiasi brand voglia affermarsi e sopravvivere nel mercato attuale.

Bombardare gli utenti di pubblicità senza senso, non porterà più risultati di una volta: i tempi sono cambiati, chi lo capirà e si adatterà =  sopravviverà, chi invece dirà: “abbiamo sempre fatto così” = sparirà dal mercato.

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Web Marketing: Quote – Canali Internet piu’ Utilizzati – Totale Anno 2016

WebMarketingManager.net – I primi 3 canali digital più utilizzati dagli investitori in Italia, nel 2016 sono stati: 1. Search, con il 34,2% (+8,0%) – 2. Display, con il 28,5% (-1,0%) – 3. Video, con il 17,6% (+14,0%).

Infografica dei canali Internet più utilizzati in Italia per investire in digital advertising nel mercato italiano da Gennaio 2016 a Dicembre 2016.

Classifica delle quote relative ai canali internet piu’ utilizzati – da Gennaio 2016 a Dicembre 2016 – Totale Anno 2016:

  1. Search, con il 34,2% (+8,0%)
  2. Display, con il 28,5% (-1,0%)
  3. Video, con il 17,6% (+14,0%)
  1. Social, con il 13,1% (+33,0%)
  2. Classified, con il 6,6% (-3,0%)

Fonte / Dati: Nielsen

Rielaborazione Dati / Classifica: Luca S.

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Focus on: In forte crescita, e saranno il “trend del 2017” i Social, con il 13,1% (+33,0%), i Video, con il 17,6% (+14,0%), e Search, con il 34,2% (+8,0%).

Anche in questo caso ricordiamo che il totale digital del +8%, relativo al 2016 è stato reso possibile grazie ai fatturati di Google e Facebook, in Italia. Senza di loro, il settore Internet/Digital ha chiuso il 2016 con una perdita par al -2,3%, leggi articolo: https://webmarketingmanager.net/marketing-e-pubblicita-online-ed-offline-totale-anno-2016-dati-aggiornati/

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Marketing e Pubblicita’: Investimenti in Italia per Settore: Totale Anno 2016

WebMarketingManager.netInfografica con la stima degli investimenti pubblicitari in Italia per settore: analisi dati delle quote percentuali sul mercato italiano da Gennaio 2016 a Dicembre 2016.

I primi 3 settori d’investimento in Italia, nel 2016 sono stati: 1. Alimentari, con il 15,0% (+0,9%) – 2. Automobili, con l’11,1% (+5,9%) – 3. Distribuzione, con il 6,9% (+11,2%).

Classifica dei 24 settori d’investimento in pubblicità per l’Italia – Quota % del settore sul mercato – da Gennaio 2016 a Dicembre 2016 – Totale Anno 2016:

  1. Alimentari, con il 15,0% (+0,9%)
  2. Automobili, con l’11,1% (+5,9%)
  3. Distribuzione, con il 6,9% (+11,2%)
  1. Telecomunicazioni, con il 6,2% (+4,8%)
  2. Farmaceutici / Sanitari, con il 6,2% (+7,7%)
  3. Bevande / Alcoolici, con il 5,1% (+0,5%)
  4. Abbigliamento, con il 4,8% (-5,9%)
  5. Media / Editoria, con il 4,8% (+3,3%)
  6. Cura Persona, con il 4,7% (-2,5%)
  7. Toiletries, con il 4,6% (-1,4%)
  8. Finanza / Assicurazioni, con il 4,0% (-14,0%)
  9. Abitazione, con il 3,8% (+6,3%)
  10. Gestione Casa, con il 3,7% (-0,6%)
  11. Tempo Libero, con il 3,0% (+16,9%)
  12. Turismo / Viaggi, con il 2,8% (+4,9%)
  13. Servizi Professionali, con il 2,2% (+0,4%)
  14. Varie, con il 2,1% (-11,1%)
  15. Industria / Edilizia / Attivita’, con il 2,1% (+38,4%)
  16. Oggetti Personali, con il 2,0% (+0,5%)
  17. Enti / Istituzioni, con l’1,3% (+15,9%)
  18. Giochi / Articoli Scolastici, con l’1,3% (-5,9%)
  19. Elettrodomestici, con l’1,2% (+20,4%)
  20. Moto / Veicoli, con lo 0,6% (+6,4%)
  21. Informatica / Fotografia, con lo 0,6% (+3,1%)

Fonte / Dati: Nielsen

Rielaborazione Dati / Classifica: Luca S.

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Focus on: il settore d’investimento più in crescita nell’anno 2016 è stato Industria / Edilizia / Attivita’, con il +38,4%, ed una quota sul totale investimenti in Italia del 2,1%. Mentre quello con maggiori perdite è stato Finanza / Assicurazioni, con il -14,0%, ed una quota sul totale investimenti in Italia del 4,0%.

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Marketing e Pubblicita’: OnLine ed OffLine, Totale Anno 2016 – Dati Aggiornati

WebMarketingManager.netInfografica con la stima del mercato pubblicitario, in Italia. Totale anno 2016. La TV (televisione) raccoglie 3,842 Miliardi di Euro (+5,4%), da Gennaio 2016 a Dicembre 2016.

Seguono i quotidiani, con “solo” 693,101 Milioni di Euro (-6,7%), i periodici con “solo” 456,490 Milioni di Euro (-4,0%), ed Internet, con “solo” 457,753 Milioni di Euro (-2,3%)***Mancano i dati di Google e Facebook (grazie ai quali si arriva per Internet ad un totale anno 2016 del +8%).

Classifica della pubblicità in Italia, stima del mercato da Gennaio 2016 a Dicembre 2016 – Totale anno 2016:

  1. TV (televisione), con 3 Miliardi + 842 Milioni + 728.000 Euro (+5,4%)
  2. Quotidiani, con 693 Milioni + 101.000 Euro (-6,7%)
  3. Internet, con 457 Milioni + 753.000 Euro (-2,3%)***
  1. Periodici, con 456 Milioni + 490.000 Euro (-4,0%)
  2. Radio, con 384 Milioni + 640.000 Euro (+2,3%)
  3. Direct Mail, con 310 Milioni + 470.000 Euro (-4,2%)
  4. Transit, con 130 Milioni + 958.000 Euro (-2,6%)
  5. Outdoor, con 87 Milioni + 466.000 Euro (-4,3%)
  6. Cinema, con 19 Milioni + 936.000 Euro (+6,9%)
  7. Go TV (Out of Home TV), con 16 Milioni + 66.000 Euro (+3,4%)

Fonte / Dati: Nielsen / FCP / AssoQuotidiani / AssoPeriodici / AssoRadio

Rielaborazione Dati / Classifica: Luca S.

***Nei dati forniti dalla Nielsen, mancano i dati ufficiali relativi alla raccolta pubblicitaria di Google e Facebook. Si stima che con la somma dei dati mancanti Internet abbia concluso l’anno 2016 a +8%.

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Focus on: Ad oggi, Febbraio 2017, vedere come  Google e Facebook, tengano ancora “i dati segreti” sul reale fatturato in Italia, e non lo rendano pubblico, come tutte le aziende italiane del digital marketing fanno, dovrebbe far  pensare molto alle “logiche” che queste multinazionali del web marketing adottano in Italia e a livello mondiale.

Tante chiacchiere sul “lo facciamo per il bene dell’umanità” = ma poca trasparenza sul fatturato reale e bilanci reali delle singole nazioni dove si è presenti.

Vedasi, Google, e l’evasione fiscale in Italia: con un accordo per 150 Milioni di Euro sui quasi 300 Milioni di Euro nascosti, dal 2008 al 2013, al fisco/agenzia delle entrate, solo in Italia.

E tante altre, come Apple, ecc. ecc. ecc.

Sarebbe bene, prima di “osannare” questi brands, come se fossero “Dio in terra”, di valutare oggettivamente i fatti ed il loro comportamento, al posto delle solite chiacchiere dei “sognatori della Silicon Valley”.

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Marketing e Pubblicita’: Quote Media – Investimenti in TV, Internet – Italia 2016

WebMarketingManager.net – Finalmente abbiamo i dati (le percentuali) di tutto l’anno 2016 sugli investimenti effettuati in Italia, in pubblicità.

Dove si è investito in pubblicità nel 2016? Quali mezzi/media sono stati preferiti dagli investitori, per il mercato italiano?

Quote Media – Investimenti effettuati in Pubblicita‘, Italia 2016:

  1. TV (Televisione), con il 46,7%
  2. Digital/Internet, con il 27,7%
  3. Stampa/Giornali/Riviste, con il 14,0%
  4. Radio, con il 4,7%
  5. Direct Mail, con il 3,8%
  6. Altri mezzi, con il 3,1%

La TV (Televisione), si conferma il media/mezzo più utilizzato dagli investitori pubblicitari, in Italia, nel 2016 con la quota del 46,7%.

Al 2° posto troviamo il Digital/Internet che con la quota del 27,7%, ha superato (quasi del doppio) la Stampa/Giornali/Riviste.

Al 3° posto Stampa/Giornali/Riviste, ormai in declino, da diversi anni, con il 14,0%.

Fonte: Nielsen

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Focus on: Per quanto riguarda la pubblicità “classica” in TV (Televisione), per il 2017, si prevede una maggiore “convergenza” sul Digital/Internet.

I video, rappresenteranno per il 2017, l’anno di svolta per la pubblicità online “statica” (vecchio formato).

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Web Marketing: Google e Facebook primi: Investimenti Pubblicita’ in Italia 2016

WebMarketingManager.netGoogle e Facebook, in Italia, si stima abbiano incassato ben 1,5 Miliardi di Euro (erano 1,3 Miliardi di Euro nel 2015). Nessuna “crisi” per la pubblicità digitale.

8,221 Miliardi di Euro (+3,6% rispetto al 2015) è il totale degli investimenti in pubblicità in Italia, effettuati per l’anno 2016.

Avete letto bene, trattasi di “stime” perché i dati ufficiali, ne’ Google, ne’ Facebook, sono disponibili a “dichiararli” per il mercato italiano. Così ragionano le multinazionali del digital.

Infatti i dati della Nielsen, per la pubblicità in Italia, si fermano a 6,4 Miliardi di Euro (+1,7%)

Ed il mercato pubblicitario italiano, senza Google e Facebook, è praticamente “immobile”.

Se si analizzano i numeri delle aziende italiane, la raccolta di pubblicità su Internet risulta in calo/perdita del -2,3%, mentre grazie al dato complessivo (Google + Facebook), arriva a +8%.

Se approfondiamo il dato, la sola crescita del social network Facebook, nel 2016, come raccolta pubblicitaria è stata del +33% (rispetto al 2015).

I migliori mezzi per la pubblicità nel 2016, in crescita, sono stati:

  • Internet, con +8,0%
  • TV (Televisione), con +5,4%
  • Radio, con +2,3%

I peggiori mezzi per la pubblicità nel 2016, in perdita, sono stati:

  • Stampa, con -5,6%
  • Direct Mail, con -4,2%
  • Altri mezzi, con -2,2%

Fonte: Nielsen

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Focus on: Sarebbero investimenti relativi alla pubblicità in Italia, del 2016, anche se Google e Facebook tutto sono, tranne che italiani.

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