Web Marketing: Classifica delle Nazioni che usano gli Ad Block (blocca pubblicità) nel Mondo

WebMarketingManager.net – Le nazioni analizzate per l’Europa* sono: Germania, U.K. (Gran Bretagna – Regno Unito) e Francia. Per l’America del Nord abbiamo: Canada, e U.S.A. (Stati Uniti). Per l’America del Sud: Messico e Brasile. Per l’Asia: India, Cina e Giappone.

*In base ai dati relativi di Febbraio 2017, in Italia, la penetrazione dell’ad blocking è del 17%.

Mentre Google, sta per lanciare sul mercato il proprio AdBlock, che sarà incorporato nel browser Chrome, rif. leggi articolo a questa pagina: https://webmarketingmanager.net/online-advertising-google-chrome-blocca-la-pubblicita-display-58-6-del-mercato-a-rischio/

Questa infografica mostra la percentuale di utenti Internet che bloccano annunci pubblicitari display (banner) e non solo, nelle nazioni analizzate.

Classifica delle Nazioni che usano gli Ad Block (blocca pubblicità) nel Mondo – dati Dicembre 2016:

  1. Germania, con il 29%
  2. India, con il 28%
  3. Canada, con il 25%
  4. U.S.A. (Stati Uniti), con il 18%
  5. U.K. (Gran Bretagna – Regno Unito), con il 16%
  6. Cina, con il 13%
  7. Francia, con l’11%
  8. Messico, con il 9%
  9. Brasile, con il 6%
  10. Giappone, con il 3%

Fonte: PageFair

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Focus on: Gli utenti sono sempre più infastiditi da queste pubblicità invasive, senza alcun senso, tranne per chi le vende/crea nel proprio ufficio, isolato dal Mondo.

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Online Advertising: Google Chrome blocca la Pubblicità Display. 58,6% del Mercato a rischio

WebMarketingManager.net – Brutte notizie per i “venditori di banner”. Google Chrome avrà il suo AdBlock (blocca pubblicità). A rischio il 58,6% del mercato mondiale per la pubblicità display (banners).

Cosa dicevano “gli illusi” ? Gli AdBlock hanno “quote minime”, non ce la faranno mai (da soli). Ed ora? Adesso che c’è anche Google = i giochi sono finiti. Google Chrome è il browser utilizzato dal 58,6% delle persone in tutto il Mondo.

E venne il giorno…

No, non è un film, ma realtà.

Hanno voluto fare lo schifo con la pubblicità online (display/banner).

Hanno voluto mettere i “super banner” (quelle mega-porcherie impattanti).

Hanno fatto arrabbiare le persone ( e queste hanno reagito installando oltre 600 Milioni di adblock – Rif. leggi articolo a pagina: https://webmarketingmanager.net/digital-advertising-gli-utenti-di-internet-non-vogliono-la-pubblicita-la-bloccano/ )

E questi sono i risultati = anche Chrome il browser di Google, avrà il proprio AdBlock (blocca pubblicità).

L’adblock di Google sarà disponibile su Chrome sia per i computer desktop (P.C. – Personal Computer) sia per il mobile: smartphone e tablet.

Per il momento saranno bloccate le pubblicità più invasive, come pop-up ed altri formati più fastidiosi ( pubblicità che appare all’improvviso / spot a schermo intero / video pubblicitari con la riproduzione che parte in automatico).

Ma Google potrebbe decidere d’agire in modo più drastico, bloccando la visualizzazione di tutta la pubblicità display sui siti che fanno uso anche delle inserzioni invadenti in modo da convincerli a rinunciarvi (oltre che a bloccare le singole pubblicità inaccettabili).

Per quale motivo, Google che vive di pubblicità, vuole bloccare la pubblicità display invasiva?

Perché gli attuali AdBlock, bloccano tutta la pubblicità (compresa quella di Google).

Google invece bloccherà le altre pubblicità, ma non le proprie o quelle dei siti partner.

La creazione del proprio AdBlock di Google Chrome, permetterà a Google d’avere più controllo e minori perdite pubblicitarie derivanti dagli AdBlock di terzi attualmente utilizzati dagli utenti.

Quale browser utilizzano gli utenti per navigare su Internet?

  • Chrome (di Google), con il 58,6%
  • Internet Explorer (di Microsoft), con il 18,9%
  • Firefox (di Mozilla), con l’11,8%
  • Microsoft Edge, con il 5,6%
  • Safari (di Apple) con il 3,4%

Dati: Net Market Share

Fonte: Wsj / The Wall Street Journal

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Focus on: Game Over per la pubblicità display invasiva.

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Social Media Marketing: Google contro LinkedIn (Microsoft). Nasce Hire per il Lavoro

WebMarketingManager.net – Dopo l’acquisizione della startup Bebop nel 2015, Google, a distanza di 2 anni avrebbe deciso di lanciare la sfida a LinkedIn (di proprietà di Microsoft).

Hire, la nuova piattaforma di Google, sarà rivolta soprattutto a chi offre lavoro, con un unico centro per la pubblicazione di tutti gli annunci lavoro e la gestione delle richieste per le aziende.

Progetto “top secret” di Google, ma già qualcosa è trapelato.

Google Hire è attualmente in fase di test in collaborazione con:

  • Medisas
  • Poynt
  • CoreOS
  • DramaFever
  • SingleHop

La tecnologia utilizzata dovrebbe essere quella di base del Google Cloud Jobs, grazie alla quale le società possono gestire le offerte di lavoro direttamente dal proprio sito aziendale.

Fonte: Axios

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Focus on: Non c’è “pace” per LinkedIn, dopo l’acquisizione di Microsoft, arriva Google a “stravolgere” tutti i “buoni propositi” con Hire, per chi offre e cerca lavoro.

Il target B2B è importante per Google, e con Hire, si cercherà di fidelizzare maggiormente le aziende clienti e di acquisirne di nuove oltre che a togliere quote di mercato a Linkedin.

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E-Commerce: Amazon Pay arriva in Italia e rincorre Apple Pay, oltre a Pay Pal

WebMarketingManager.netTutto fantastico (per Amazon), ma per gli altri proprietari dei siti e-commerce, “concorrenti” di Amazon? Saranno “felici” di fare pubblicità gratuita ad Amazon, per offrire questa “splendida” funzione/opzione di pagamento?

Nell’e-commerce sta per accadere ciò che in questi anni abbiamo visto per i “social” dove tutti suggeriscono “le pagine social” facendo pubblicità ai vari “social networks del tempo libero”, invece di portare avanti una strategia concreta per il proprio sito / network, dimenticando che “la pagina social” è di proprietà del “social” non dell’azienda che la pubblicizza gratuitamente e/o a pagamento.

Cosa si potrà fare con Amazon Pay?

Gli utenti di Amazon potranno di pagare prodotti e servizi su siti e-commerce differenti da Amazon utilizzando le stesse informazioni del proprio profilo/account Amazon (a patto che ci sia chiaramente la funzione attivata con i chiari riferimenti ad Amazon = pubblicità gratuita ad un “concorrente”, nel caso di altri siti e-commerce “affini” ad Amazon).

Amazon “tira l’acqua al proprio mulino” come si suol dire…

E dichiara che con questa “nuova opzione” l’utente medio potrà risparmiare tempo ed evitare la fatica di ricordare tutte le password (una vera fatica che affligge l’utente medio e-commerce di mezzo Mondo…).

Quante persone hanno utilizzato Amazon Pay?

  • 33 Milioni di clienti

Quali sono le aziende che hanno aderito al progetto Amazon Pay per l’Italia ?

  • Vueling (compagnia aerea)
  • Europ Assistance Italia (compagnia assicurativa)
  • BigCommerce
  • Magento
  • Shopify
  • Prestashop

E quanto costerà utilizzare Amazon Pay?

  • per ogni transazione, ci sarà un costo aggiuntivo variabile tra l’1,8% ed il 3,4% + altri 0,35€.

Fonte: Amazon

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Focus on: E’ tutta pubblicità gratuita regalata agli americani (Amazon ed Apple). Non siate così polli, please.

Altro che “servizi innovativi”…

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Social Media Marketing: Facebook Messenger ha 1,2 Miliardi di persone che usano la Chat

WebMarketingManager.net – In base ai dati rilasciati da Facebook, gli utenti che utilizzano Facebook Messenger (la chat copia di WhatsApp, di proprietà di Facebook) sono 1,2 Miliardi al mese.

Altre novità in arrivo per Facebook Messenger, dopo la videochiamata.

Quando è stata creata l’app chat: Facebook Messenger?

  • Nel 2011

Quali aggiornamenti sono stati introdotti ultimamente in Facebook Messenger?

  • videochiamate di gruppo,
  • camera fotografica con a disposizione adesivi, maschere, cornici ed effetti (idea copiata da SnapChat)
  • condivisione semplice di foto e video
  • versione di Messenger Lite, un’app più “leggera” (per i paesi che hanno la connessione internet lenta)
  • conversazioni di gruppo
  • scambi di denaro tra singoli utenti
  • fare pagamenti di gruppo, per raccogliere soldi con un messaggio, per regali e cene

Fonte: David Marcus / Head of Messenger di Facebook (ex CEO di PayPal)

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Focus on: Dunque, riepiloghiamo, Facebook compra WhatsApp per 19 Miliardi di dollari nel Febbraio del 2014. Dopo l’acquisizione, “cresce velocemente” Facebook Messenger che altro non è che la copia di WhatsApp.

Ipotesi / obiettivo di Facebook: è quello di “traghettare” gli utenti da WhatsApp a Facebook Messenger?

E che fine farà WhatsApp?

Ipotesi 2: una volta che “la migrazione di utenti” da WhatsApp a Facebook Messenger sarà conclusa, Facebook porterà avanti solo il brand Facebook Messenger e “lascerà al proprio destino” WhatsApp?

Oppure, eliminerà WhatsApp, “ri-brandizzandolo” (rebranding) con Facebook Messenger?

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Marketing: Apple pronta a comprare Walt Disney per 237 Miliardi di dollari

WebMarketingManager.netApple ha perso nel 2016 il -27% del proprio valore. C’è da dire però che Apple ha ancora 200 Miliardi di dollari di liquidità “risparmiati” grazie agli anni di “gestione” di Steve Jobs.

Gli investitori chiedono ad Apple “profitti” e non perdite, ed Apple dovrà rispondere al mercato che sembra non più interessato ai “giocattoli smartphones” e/o agli altri prodotti proposti, le cui vendite sono in calo.

Dunque dalla fusione della Walt Disney in Apple, si arriverebbe ad una nuova società dal valore di 1.000 Miliardi di dollari.

Il mercato sembra apprezzare questa ipotesi ed il titolo di Walt Disney cresce di valore in Borsa.

Perché Apple dovrebbe comprare la Walt Disney?

  • combattere la concorrenza di Netflix
  • contenuti
  • diversificare gli investimenti

Apple e Walt Disney, oltre ad essere, momentaneamente leader nei propri settori di riferimento, offrono, attualmente: “prodotti unici”.

Walt Disney, ha i contenuti (grazie ai quali si può fare strategia di “content marketing”)

Apple, ha la tecnologia per dare visibilità ai contenuti.

La diversificazione del business, per Apple, potrebbe essere la soluzione per recuperare le perdite del 2016 (-27%)

Le aspettative degli investitori di Apple, sono aumentate nel 2017, ed Apple dovrà dare loro una risposta concreta e “profittevole” se vorrà continuare a crescere.

L’ultima acquisizione di Apple, con maggiore valore è stata quella di Beats (musica in streaming) per 3 Miliardi di dollari.

Perché Apple ha comprato Beats per 3 Miliardi di dollari?

Apple, ha sempre cercato d’avere una chiara strategia di acquisizioni / investimenti, nel corso degli anni. Beats è stata comprata perchè la musica in streaming stava superando i download di musica mp3/mp4, ed Apple, proprietaria di iTunes (piattaforma musicale di download) è corsa ai ripari, anche se… Neflix avanza pericolosamente…

Fonte: Rbc Capital Markets

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Focus on: L’operazione Apple-Walt Disney, sarà una scelta giusta per la diversificazione del business di Apple?

Di sicuro Apple, non può permettersi di perdere il -27% della propria capitalizzazione ogni anno, come nel 2016 perché se continuasse così: in meno di 3 anni sparirebbe dal mercato.

A questa pagina trovi i dati sulla capitalizzazione e perdite di Apple, nel 2016: https://webmarketingmanager.net/marketing-bye-bye-apple-27-bentornate-google-24-ed-amazon-53/

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Mobile Marketing: Colpo di Scena: tutte le Apps di Uber si potranno usare. Tribunale accoglie la richiesta di sospensiva

WebMarketingManager.net – Ad esattamente 7 giorni di distanza dalla sentenza del Tribunale di Roma che accoglieva il ricorso dei tassisti per concorrenza sleale praticata da Uber, oggi 14 Aprile 2017, lo stesso Tribunale che ha condannato Uber, raccoglie la richiesta di sospensiva della sentenza emessa.

Stop alle apps di Uber, anzi no! L’app: Uber Black (le macchine berline nere con autista attive a Milano e a Roma) e tutte le altre apps di Uber: Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect, Uber-Van, si potranno ancora utilizzare dal proprio smartphone.

Entro 10 giorni, dovevano essere bloccati tutti i servizi offerti dal gruppo Uber in Italia con le apps: Uber Black, Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect, Uber-Van. Così aveva deciso ed ordinato lo stop ad Uber il Tribunale di Roma.

Per quale motivo erano state bloccate tutte le apps di Uber, in Italia?

  • concorrenza sleale

Ma oggi, 14 Aprile 2017, c’è stato il “colpo di scena”: lo stesso Tribunale di Roma che ha condannato Uber, ha accolto la richiesta di “sospensiva dell’ordinanza” della sentenza emessa che richiedeva l’interruzione di tutti servizi di Uber a partire dal 17 aprile 2017.

Lyft, app concorrente di Uber, ha raccolto altri 500 Milioni di dollari per una valutazione complessiva pari a  6,9 Miliardi di dollari.

L’attuale valutazione di Uber, è di 70 Miliardi di dollari.

Fonte: Uber

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Focus on: La “Giustizia” italiana prima condanna e poi sospende, in soli 7 giorni, la condanna contro l’app (applicazione) per smartphone “anti-taxì” Uber. Saranno meno felici i tassisti italiani… e molto di più i clienti di Uber.

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Automotive Marketing: Tesla vale più di General Motors (GM) e di Ford

WebMarketingManager.net – Mentre in Italia, i tassisti bloccano Uber e le varie apps, in U.S.A. (Stati Uniti) il progresso avanza inarrestabile, il futuro è già presente con la macchina elettrica per tutti della Tesla.

14 anni di duro lavoro ci son voluti per Elon Musk il fondatore di Tesla, mentre qui in Italia, si ragiona a “3 / 6 mesi”. Che vergogna… Manca la lungimiranza / la visione di lungo periodo.

E’ la notizia del giorno / settimana: tutti ne parlano, ed Elon Musk il fondatore di Tesla raccoglie i frutti di 14 anni di duro lavoro (Tesla è stata fondata nel 2003).

Adesso, Tesla è la prima casa automobilistica americana per capitalizzazione (valore di mercato). Ha superato marchi storici come: Ford e General Motors (GM).

Elon Musk il fondatore di Tesla, ha creato Solarcity che si occupa di pannelli solari e le batterie verdi. Ricordiamo anche SpaceX per i viaggi dello spazio, su Marte.

Wall Street scommette sul futuro, ed abbandona il passato.

Tesla attualmente vale 51,01 Miliardi di dollari.

General Motors (GM), ha una capitalizzazione di 50,89 Miliardi di dollari.

Ford, ha un valore di capitalizzazione di 44,95 Miliardi di dollari.

Qual è la quota di mercato di Tesla?

  • 0,2%

Qual è la quota di mercato di General Motors (GM)?

  • 17,3%

Fonte: Tesla / Borsa di New York (NYSE)

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Focus on: Tesla, dopo 14 anni di duro lavoro, ha superato il valore di Ford, ed anche General Motors (GM), come capitalizzazione in Borsa.

Complimenti ad Elon Musk il fondatore di Tesla per aver creduto nel suo progetto per ben 14 anni, nonostante tutto, nonostante tutti.

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Marketing: oltre 90% dei Giovani usa Netflix ma solo il 34% Paga l’Abbonamento

WebMarketingManager.net – In .U.S.A. (Stati Uniti) ai giovani piace guardare le serie tv ed i film online. Netflix ha recentemente introdotto il pulsante con il “like”, in stile Facebook.

Il sondaggio è stato effettuato su oltre 6.000 studenti dei college americani.

Quali account utilizzano i giovani su Netflix?

  • il 54% i profili dei propri amici o parenti
  • l’8% utilizza l’account del fidanzato attuale o dei rispettivi ex compagni

Netflix, emula i “social networks” e sostituisce le 5 stelle con il pulsante “like”, per la valutazione dei contenuti. Aggiunto anche il pulsante del “dislike” per i contenuti che non sono ritenuti interessanti da parte degli utenti.

In questo modo, gli algoritmi di Netflix analizzano le abitudini televisive degli utenti, e propondono loro i contenuti “in target” in base ai propri interessi e “like”.

Fonte: LendEDU

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Focus on: Netflix alla conquista dei giovani? Peccato che solo il 34% di questi paga l’abbonamento. La “moda” del tutto gratis è dura a tramontare…

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Web Marketing: Classifica dei primi 15 Siti Web più visitati in Svezia – Marzo 2017

WebMarketingManager.net – Mentre il resto del Mondo guarda alla Svezia con sospetto e paura, analizziamo i siti più visti dagli utenti a Marzo 2017.

Il sito più visitato in Svezia è google.se, con il 90,2%, al secondo posto troviamo facebook.com, con il 66,9%, mentre al terzo posto google.com, con il 56,3%.

Quali sono stati i primi 15 siti web più visitati in Svezia a Marzo 2017?

  1. google.se, con il 90,2%
  2. facebook.com, con il 66,9%
  3. google.com, con il 56,3%
  4. youtube.com, con il 52,5%
  5. wikipedia.org, con il 35,6%
  6. live.com, con il 34,5%
  7. aftonbladet.se, con il 31,1%
  8. funktionstjanster.se, con il 28,6%
  9. skatteverket.se, con il 26,5%
  10. expressen.se, con il 23%
  11. swedbank.se, con il 21%
  12. hitta.se, con il 20,3%
  13. netflix.com, con il 17,8%
  14. blocket.se, con il 17,4%
  15. svt.se, con il 15,5%

Fonte: Webmie

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Focus on: Anche in Svezia: Google, Facebook e YouTube (di proprietà di Google) sono i siti più visitati dagli utenti.

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