Web Marketing: Google o Facebook? Chi porta più Traffico (Utenti) verso i Siti Web?

WebMarketingManager.net – Vero è che Facebook, il “social network del tempo libero” porta più traffico (utenti) verso i siti web (il 3% in più rispetto a Google). Vero è anche che tutti i siti web lo pubblicizzano, mediante “i pulsanti social” sulle proprie pagine, “spingendo” gli utenti a stare sui “social networks” invece di “trattenerli” sul proprio sito web.

Google è al secondo posto, ma la qualità del traffico (utenti) provenienti da Google, non è minimamente paragonabile, con quella generica di Facebook.

Facebook = Quantità di traffico (utenti)

Google = Qualità traffico (utenti)

Chi porta più traffico (utenti) verso i siti web?

  1. Facebook, con il 40%
  2. Google, con il 37%
  3. Altri, con il 23%

Distribuzione delle sorgenti di traffico (utenti) per articolo / categoria:

  • Lifestyle: Facebook, con il 87% – Google, con il 7% – Altri, con il 6%
  • Local events: Facebook, con il 61% – Google, con il 26% – Altri, con il 12%
  • Entertainment: Facebook, con il 61% – Google, con il 29% – Altri, con il 10%
  • U.S. presidential politics: Facebook, con il 59% – Google, con il 25% – Altri, con il 16%
  • Education & research: Facebook, con il 59% – Google, con il 21% – Altri, con il 20%
  • Local crime & incidents: Facebook, con il 53% – Google, con il 25% – Altri, con il 23%
  • Criminal justice: Facebook, con il 53% – Google, con il 24% – Altri, con il 22%
  • National security: Facebook, con il 41% – Google, con il 30% – Altri, con il 29%
  • World economy: Facebook, con il 36% – Google, con il 43% – Altri, con il 21%
  • State & Local politics: Facebook, con il 35% – Google, con il 42% – Altri, con il 22%
  • Technology: Facebook, con il 21% – Google, con il 61% – Altri, con il 18%
  • Sports: Facebook, con il 19% – Google, con il 50% – Altri, con il 30%
  • Business & finance: Facebook, con il 14% – Google, con il 47% – Altri, con il 39%
  • Job posting: Facebook, con il 12% – Google, con il 84% – Altri, con il 4%

L’infografica, oltre al totale, rappresenta anche la distribuzione delle fonti di traffico, per argomento/categoria.

Fonte: Parse.Ly

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Focus on: Fin quando gli stessi proprietari di siti web “inciteranno” gli utenti ad andare sui “canali social” invece di farli comunicare sui propri siti, la percentuale di Facebook continuerà ad aumentare.

Google, rimane comunque, a livello qualitativo, la migliore fonte di traffico (utenti), anche se i prezzi di Google AdWords (la piattaforma pubblicitaria di Google) continuano a lievitare troppo, con costi poco sostenibili per i piccoli investitori nel medio-lungo periodo, anche questo ha contribuito a “spostare gli utenti” su Facebook, che dal punto di vista pubblicitario è più economico, ma anche molto meno performante rispetto a Google.

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Mobile Marketing: Classifica delle Vendite di Smartphones nel Mondo – Dati: 1° Trimestre 2017

WebMarketingManager.netSamsung ed Apple perdono quote di mercato. Aziende cinesi avanzano. Pubblicati i dati sulle vendite mondiali per il mercato degli smartphones, relativi al 1° trimestre 2017. Dati in crescita del +9,1% rispetto al periodo precedente del 2016. Vendite pari a 380 Milioni smartphones.

Crescono le aziende cinesi, mentre Samsung ed Apple continuano a perdere quote di mercato a causa della forte concorrenza cinese. La Cina avanza compatta e traina le vendite nel Mondo: Huawei, Oppo e Vivo con smartphones di alta qualità a prezzi competitivi.

Classifica delle Vendite di Smartphones nel Mondo – Dati: 1° trimestre 2017 – Maggio 2017

  1. Samsung, con 78.671.400 smartphones venduti (quota di mercato: 20,7%)
  2. Apple, con 51.992.500 smartphones venduti (quota di mercato: 13,7%)
  3. Huawei, con 34.181.200 smartphones venduti (quota di mercato: 9,0%)
  4. Oppo, con 30.992.300 smartphones venduti (quota di mercato: 8,1%)
  5. Vivo, con 25.842.200 smartphones venduti (quota di mercato: 6,8%)
  6. Altri, con 158.367.700 smartphones venduti (quota di mercato: 41,7%)

Totale Vendite, 1° trimestre 2017 = 379.977.300 smartphones

Fonte / Dati: Gartner

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Focus on: Interessante notare come il 41,7% del mercato riguardante la vendita di smartphone è relativo a brands “sconosciuti” al grande pubblico.

Samsung ha “solo” il 20,7% del mercato mondiale. Mentre Apple, meno ancora con “solo” il 13,7% come quota di mercato nel Mondo.

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Mobile Marketing: Apple copia 32 Brevetti di Nokia: Accordo fatto per Evitare la Condanna

WebMarketingManager.net – Secondo gli analisti l’accordo si aggira intorno ai 500 Milioni di dollari. A che punto sono arrivati in Apple? Prima copiano 32 brevetti di Nokia, poi, per evitare la condanna si “accordano” a livello economico. Che segnale si dà alla società civile ed ai propri consumatori? Dalla serie: ruba e non ti preoccupare, tanto poi ti pago se ci accordiamo per evitare la condanna in tribunale.

Questi “americani creativi” a cui tutto sembra essere concesso (oltre alle maxi-evasioni fiscali). E’ un copia/incolla infinito, dai vari “social networks del tempo libero” fino ad arrivare ad Apple, che dopo la morte di Steve Jobs ha perso ogni “stimolo” ad innovare e “campa di rendita”, anche se le cose iniziano a cambiare: nel 2016 il fatturato di Apple è crollato del -27%.

Negli U.S.A. (Stati Uniti) il diritto d’autore (copyright) per invenzioni e brevetti sembra essere un “optional”. In America funziona così: copia, cresci, fattura e poi accordati per evitare una condanna in tribunale.

Ma si… lo fanno tutti, cosa vuoi che sia? In questo Mondo di Ladri, cantava Antonello Venditti…

Adesso Apple e Nokia sono diventati “amici”, anzi no, “partner”. A leggere i vari comunicati stampa diramati (coordinati) non è successo nulla di “grave”. Tutto ok, amici come prima, i soldi cancellano tutto, anche il passato. Bel messaggio. Complimenti.

A questa pagina, trovi il fatturato di Apple (e non solo), relativo all’anno 2016: https://webmarketingmanager.net/marketing-bye-bye-apple-27-bentornate-google-24-ed-amazon-53/

Mentre qui, troverai l’analisi del fatturato di Apple (e non solo) dal 2011 al 2017, infografica: https://webmarketingmanager.net/marketing-google-apple-amazon-microsoft-facebook-analisi-fatturato-2011-2017/

Fonte / Dati: Apple / Nokia / Reuters

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Focus on: Interessante notare la “trasformazione” della notizia: da una violazione di copyright di Apple su 32 brevetti di proprietà di Nokia, si cambia in “adesso siamo partner”. Wow… che “creatività”.

Ma si sa, con i soldi, oltre agli accordi in tribunale, si pagano anche i comunicati stampa rendendo più “soft” il tutto…

…e poi i giornalisti si lamentano degli “influencers” che gli “rubano” il mestiere…

P.S.

Apple “Think Different”.

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Web Marketing: Google, Analisi dei Servizi e degli Utenti – Dati Maggio 2017

WebMarketingManager.net – Chi si ricorda di Google, il “piccolo” motore di ricerca quando non era considerato da nessuno? E quanta strada ha fatto dal 1996 ad oggi? Analizziamo i numeri.

La “scalata” di Google, inizia molti anni fa quando diventa il motore di ricerca interno di Yahoo!. All’epoca non esistevano “tecnologie di ricerca” ed i grandi portali come Yahoo! avevano dei “fornitori terzi” per la gestione delle ricerche effettuate dagli utenti. Le tecnologie più conosciute erano FAST/AllTheWeb, utilizzata da Altavista (che era il Google dell’epoca) ed Inktomi utilizzata da Yahoo! (per poi arrivare a Google, che sarà il “partner di Yahoo!” fino al 2004).

Analisi dei numeri di Google – dati aggiornati a Maggio 2017:

  • 2 Miliardi di dispositivi attivi, ogni mese, utilizzano Android (il sistema operativo per cellulari smartphones e tablet sviluppato da Google)
  • Oltre 1 Miliardo di utenti utilizzano i servizi: Chrome (browser web sviluppato da Google, per navigare su Internet), Gmail (il servizio di posta elettronica via web creato da Google), Google Maps (le mappe delle città e paesi in tutto il Mondo, che hanno rivoluzionato le mappe online precedenti), YouTube (il social network dei video)
  • 1 Miliardo di ore, ogni giorno, a guardare i video su YouTube
  • 800 Milioni di utenti per Google Drive (lo spazio d’archiviazione dati, creato da Google)
  • 500 Milioni di utenti per Google Photos (galleria fotografica di Google)
  • 100 Milioni di dispositivi con Google Assistant (l’assistente personale di Google) installati.
  • 82 Miliardi di apps scaricate nel 2016 tramite Play Store (il negozio online di applicazioni, brani musicali, films, libri e riviste sviluppato da Google principalmente per Android).

Questa è Google oggi, da “piccolo” motore di ricerca nel 1996, a prima multinazionale al Mondo, come fatturato annuale.

Fonte: Google

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Focus on: Nonostante 21 anni d’attività, la principale fonte di guadagno per Google, era e rimane la pubblicità online, tramite le ricerche effettuate degli utenti, che utilizzano il motore di ricerca, sul proprio cellulare smartphone e/o tablet, e sui computers “classici desktop (P.C.).

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Social Media Marketing: Twitter ammette: “Abbiamo fatto vincere Trump. E’ Colpa Nostra”

WebMarketingManager.netEvan Williams il fondatore di Twitter dichiara anche: “Ho pensato, che il Mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore se tutti avessero potuto parlare liberamente, scambiare informazioni e idee. Mi sono sbagliato”.

Mentre sulla vittoria alle presidenziali U.S.A., di Donald Trump, ammette: Mi dispiace. Internet non funziona più. Favorisce gli estremi. E’ stata una brutta cosa, perché senza Twitter molto probabilmente non sarebbe diventato presidente: scusateci per Donald Trump”.

E continua con: non tutti siamo persone perbene. Gli umani sono umani. Non è un caso che sulle porte delle nostre case ci siano serrature. E invece, Internet è iniziato senza pensare che avremmo dovuto replicare questo schema, online”.

Ed anche: “La Silicon Valley si percepisce come Prometeo, che ha rubato il fuoco agli Dei e lo ha consegnato ai mortali. Quel che tendiamo a dimenticare è che Zeus se la prese così tanto con Prometeo che lo incatenò a una roccia, così che gli uccelli potessero mangiarne le viscere in eterno. Qualcuno potrebbe ora dire che è quello che ci meriteremmo, per aver consegnato a Trump il potere dei tweet

Twitter e la pubblicità: I sistemi basati sulla pubblicità premiano inevitabilmente l’attenzione di molti utenti. Non possono premiare la risposta corretta. I sistemi pagati dai consumatori, invece, possono premiare il valore di un contenuto. La soluzione è una sola: le persone dovranno pagare per contenuti di qualità

Avete appena letto una parte delle confessioni del fondatore di Twitter, Evan Williams.

Ed ogni volta che si parla dei “social networks del tempo libero”, è bene ricordare Umberto Eco con la sua frase storica:

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”

E proprio dove la stupidità regna sovrana, Donald Trump vinse le elezioni negli U.S.A. (Stati Uniti).

Questo è “l’americano medio”. Fatevene una ragione, quando parlate degli U.S.A. (Stati Uniti) e del “progresso” tecnologico.

Ne è bastato solo uno (Donald Trump) di quei 328 Milioni (presunti) di utenti attivi  di Twitter, per cambiare in peggio gli equilibri del Mondo.

Trump ha 30 Milioni di followers sul proprio account personale di Twitter.

Tom Perez, aggiunge: E’ il presidente più pericoloso della storia americana. Se ne deve andare.

Solo con la richiesta di impeachment del presidente Donald Trump per le vicende del Russiagate, si potrà cambiare presidente in U.S.A. (Stati Uniti). Ma si dovrà attendere il 2018…

Not My President.

Fonte: The New York Times / Twitter / Evan Williams

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Focus on: Twitter, oh mio “caro Twitter”… cosa hai combinato con il tuo “essere sociale”…

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Intelligenza Artificiale: Google ha comprato 11 aziende (StartUp) dal 2012 al 2017

WebMarketingManager.netGoogle è pronta a dominare anche il futuro mercato dell’intelligenza artificiale, grazie all’acquisizione di ben 11 startup. Lo ha annunciato alla conferenza annuale degli sviluppatori, che rappresenta anche il più grande evento dell’anno per Google.

Non solo Google, ma anche: Apple, Facebook, Microsoft  ed Amazon. Tutti concentrati sul business dell’intelligenza artificiale.

Infografica relativa alle acquisizioni di startup che sviluppano intelligenza artificiale:

  1. Google, con 11 società
  2. Apple, con 7 aziende
  3. Facebook, con 5 società
  4. Microsoft, con 5 aziende
  5. Amazon, con 3 società

Fonte / Dati: CB Insights

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Focus on: Non ci sono dubbi, l’intelligenza artificiale, già adesso è molto presente nei piani di sviluppo delle più importanti aziende mondiali, come capitalizzazione. Nel futuro lo sarà sempre di più.

La preoccupazione maggiore è l’accelerazione improvvisa che le tecnologie con intelligenza artificiale potrebbero avere. L’essere umano difficilmente avrà il tempo per “metabolizzare” e reagire a cambiamenti improvvisi nella futura società dei robots.

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Social Media Marketing: Instagram fa Male ai Giovani, produce: Ansia e Depressione

WebMarketingManager.netInstagram, in base ai dati di questa ricerca, è il social network peggiore per la salute mentale. L’Indagine è stata effettuata su un gruppo di 1.479 giovani fra i 14 ed i 24 anni, in U.K. (Regno Unito – Gran Bretagna).

I “social networks” luoghi preferiti online per trascorre il proprio tempo libero, non godono di buona reputazione. A parte il mancato R.O.I. (Return on Investment) da parte degli investitori, queste piattaforme “a-sociali” sono addirittura dannose per chi le usa. Per i giovani in particolar modo.

Quali sono i peggiori social networks per la salute mentale dei giovani (ansia, depressione, attacchi di panico)?

  1. Instagram (di proprietà di Facebook)
  2. Facebook
  3. Twitter
  4. Snapchat
  5. YouTube

Bene.

Adesso sapete che su Linkedin, non avrete problemi di questo tipo.

A buon intenditore…

Fonte / Dati: Royal Society for Public Health / Young Health Movement

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Focus on: Giovani rinchiusi in casa colti da attacchi di panico da “pochi like” ricevuti. Giovani in ansia sui social networks. Giovani depressi su Instagram con pochi followers.

Ma siamo proprio sicuri che sia questo, il nostro futuro, che queste aziende americane hanno “disegnato” per il Mondo?

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Social Media Marketing: U.E. Multa da 110 Milioni di Euro a Facebook per WhatsApp

WebMarketingManager.net – L’Unione Europea infligge a Facebook, il “social network del tempo libero” una multa da 110 Milioni di Euro, per aver fornito informazioni ingannevoli al momento dell’acquisto di WhatsApp. La “multa” rappresenta meno dello 0,5% del fatturato annuo di Facebook.

Facebook aveva assicurato la Commissione Antitrust dell’Unione Europea di non poter collegare gli account Facebook con quelli di Whatsapp, cosa che invece ha fatto nel 2016.

Informazioni fuorvianti ed ingannevoli nel momento dell’acquisto di WhatsApp, da parte di Facebook, nel 2014.

Facebook, e tutte le altre società, devono rispettare le regole dell’Unione Europea, incluso l’obbligo di fornire informazioni corrette.

Lo staff di Facebook era consapevole sin dal 2014 della possibilità tecnica di poter collegare automaticamente i profili di Facebook con quelli di WhatsApp, nonostante tutto ha sempre negato.

Fonte: Unione Europea / Facebook / Margrethe Vestager

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Focus on: Facebook, pagherà una multa pari a meno dello 0,5% del proprio fatturato annuo. Sicuramente si staranno facendo tante di quelle risate su questa “maxi multa” da 110 Milioni di Euro per WhatsApp.

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Social Media Marketing: Facebook ammette, Click Falsi sulla Pubblicità e Rimborsa Inserzionisti

WebMarketingManager.netFacebook minimizza, ma il problema dei click falsi rimane. A parte i click falsi, ed i “like senza R.O.I. (Return On Investment)”, oggi arrivano anche i bug all’interno del sistema pubblicitario denominato Facebook Ads.

Ovviamente, lo sapevamo da anni …bastava vedere i dati delle statistiche collegate alle campagne pubblicitarie di Facebook ed incrociarle con le statistiche del sito/i pubblicizzati su Facebook Ads.

Vero è che Facebook rappresenta una fonte di “traffico” importante (come volumi, ma non come qualità). Vero è anche che i dati di Facebook non coincidono mai con i dati delle statistiche d’accesso dei siti internet e/o delle landing pages (pagine d’atterraggio delle campagne pubblicitarie)

Facebook minimizza l’accaduto e parla di “piccola percentuale” e rimborserà soltanto alcuni degli inserzionisti che hanno investito all’interno della propria piattaforma Facebook Ads.

Chi rimborserà, Facebook?

  • I grandi inserzionisti, dotati di sistemi di tracciamento avanzati

Ed i piccoli inserzionisti, sprovveduti, che non se ne sono accorti (fino ad oggi)?

  • Beh quelli no, sono “distratti” a guardare i like, mica contano i click

Qual è, e dov’è il bug di Facebook per la pubblicità?

  • formato carosello (l’opzione che mostra 10 immagini o video in un’unica pubblicita’)

E come si generano questi click falsi su Facebook Ads?

  • Quando gli utenti “ingrandiscono” una immagine o un video (a pagamento), l’ingrandimento viene conteggiato come un click (che click non è) e si paga per il click falso.

Secondo Facebook, questo malfunzionamento, avrebbe interessato “solo” gli utenti connessi tramite browser su smartphone e non quelli che si sarebbero collegati da computer desktop (P.C.) e/o attraverso l’app (applicazione) e sarebbe stato risolto.

Fonte: Facebook

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Focus on: Facebook, il “social network del tempo libero” continua a fatturare Miliardi di dollari in pubblicità, ma se la pubblicita’ non è efficace ed i click addirittura falsi, a cosa serve “investire” su Facebook? Per avere like senza senso e senza R.O.I. (Return On Investment)?

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Mobile Marketing: Uber Condannata, non può usare la Tecnologia di Google (Waymo)

WebMarketingManager.netUber copia Google. Facebook (Instagram e WhatsApp inclusi) copia Snapchat. Tutti copiano tutto. Ma a tutto c’è un limite: il tribunale. Bisogna stabilire un ordine nel “business selvaggio americano”, il diritto d’autore per le invenzioni ed i brevetti (copyright) non può essere infranto/violato a proprio uso e consumo.

I taxì volanti e la macchine che si guidano da sole di Uber, dovranno attendere. Arrivata la sentenza di condanna da parte di un Tribunale in U.S.A. (Stati Uniti).

Cerchiamo di capire perché Uber non potrà più usare la tecnologia Google

Anthony Lewandoski, nome sconosciuto a molti, era un ingegnere della divisione delle auto autonome di Google (all’interno della società: Waymo, proprietà di Google, era l’ex progetto Google driverless car).

Prima di cambiare azienda, Anthony Lewandoski, scarica tutti i files del progetto Google driverless car / Waymo.

Anthony Lewandoski viene assunto da Uber, e lui utilizzerà gli stessi files del progetto Google driverless car / Waymo per sviluppare il “nuovo progetto” di Uber, relativo alle macchine che si guidano da sole.

Questi i fatti.

Arrivata la sentenza, Uber dovrà restituire a Google tutto il materiale scaricato da Anthony Lewandoski.

Ovviamente, il giudice non sa che tale materiale è stato già copiato centinaia di volte, ed anche qualora fosse “restituito”, la tecnologia ed i segreti industriali di Google per le auto senza guidatore è stata comunque rivelata ad Uber: il danno è ormai fatto.

Anthony Lewandoski, ex dipendente di Google, si è appropriato di questo progetto e segreti commerciali sviluppati nel corso di anni, consegnandoli ad Uber, dopo aver abbandonato Google.

Ed intanto Google si allea con la rivale di Uber, siglato l’accordo con Lyft.

Waymo (proprietà di Google, era l’ex progetto Google driverless car) insieme a Lyft, porterà avanti il progetto delle auto senza conducente, mediante progetti pilota e con lo sviluppo di prodotti

Lyft è presente in circa 300 città, negli U.S.A. (Stati Uniti), ed è un servizio di trasporto alternativo ai taxi, primo concorrente di Uber.

Fonte: The New York Times  / Uber / Google

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Focus on: Uber dovrà riflettere seriamente sulla propria strategia a medio-lungo termine per le macchine che si guidano da sole.

Troppo facile creare “nuovi progetti” rubando le tecnologie degli altri (in questo caso di Google/Waymo)

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