Display Advertising: Google, Facebook e Snapchat – Analisi e Stime Ricavi – Marzo 2017

WebMarketingManager.net – Anche per il 2017, Google, Facebook aumenteranno le proprie quote di mercato per la pubblicità digitale. Le previsioni per la digital advertising nel 2017 indicano un aumento del +15,9%, per un totale di 83 Miliardi di dollari.

Google sarà sempre al numero 1 per un totale del 40,7% di ricavi pubblicitari digitali nel 2017, più del doppio se paragonati alla quota di Facebook.

Quanto crescerà la quota di mercato di Google nel 2017?

  • mercato delle ricerche online (search) crescerà del +16,1% a 28,55 Miliardi di dollari

Dove guadagna di più Google con la pubblicità?

  • il 78% ricavi totali derivanti dal mercato delle ricerche online (search) sarà negli U.S.A. (Stati Uniti)

Per la pubblicità display (banners) invece è Facebook che crescerà maggiormente durante l’anno 2017, togliendo quote di mercato a: Google, Yahoo! e Twitter.

Google avrà il dominio nelle ricerche online, in particolar modo dal mobile (smartphone), in quanto sempre più consumatori utilizzeranno gli smartphones sia per cercare i dettagli di un prodotto sia per trovare un punto vendita/negozio, utilizzando le mappe di Google.

Mentre Facebook si concentrerà sul business della pubblicità display (banners), con un aumento del +32,1% a 16,33 Miliardi di dollari, conquistando il 39,1% del mercato della pubblicità display negli U.S.A. (Stati Uniti).

Per quali motivi Facebook crescerà nel 2017?

  • Crescita dell’uso del “social network”
  • Aumento del tempo trascorso dagli utenti online sulla piattaforma

Questi 2 elementi rappresentano una “calamita” per attirare un numero sempre maggiore di inserzionisti su Facebook.

Ed Instagram (di proprietà di Facebook)? Quale sarà il suo “peso” per i ricavi di Facebook?

  • il 20% del fatturato di Facebook, in U.S.A. (Stati Uniti), nel 2017, sarà alimentato da Instagram (nel 2016 la quota era del 15%)

Ma anche Google continuerà a crescere per il 2017 nel mercato del display advertising fino ad arrivare a 5,24 Miliardi di dollari, anche se la propria quota di mercato nel display (banner) scenderà al 12,5%.

Quale sarà il “fattore chiave” della crescita di Facebook ed Instagram nel 2017?

  • Video

Gli utenti di Facebook ed Instagram sono sempre più interessati dai video presenti nelle 2 piattaforme, sia quelli in diretta che quelli registrati.

I video rappresentano un fattore importante per il coinvolgimento degli utenti e la crescita degli inserzionisti.

E Snapchat, il nuovo “social network” dei video?

Nel 2017, le entrate pubblicitarie di Snapchat cresceranno di +157,8% per 770 Milioni di dollari, solo negli in U.S.A. (Stati Uniti).

Quale sarà l’attuale quota di mercato di Snapchat per il 2017?

  • 1,3% del mercato pubblicitario mobile in U.S.A. (Stati Uniti).

Crescerà fino al 2,7% entro il 2019.

Fonte: eMarketer

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Focus on: La previsione di crescita per Snapchat del +157,8% a 770 Milioni di dollari, solo in U.S.A. (Stati Uniti), spiega il perché della quotazione record (+44% il primo giorno) con un valore di 34 Miliardi di dollari.

Quanto a Google e Facebook, faranno “tabula rasa” concentrando sempre più maggiormente su di loro, i clienti, e senza intermediari (centri media e web agency) che facciano “da tramite”; manderanno i crisi sia i ricavi dei centri media, che si illudono d’essere “partner” , ed anche quelli delle piccole agenzie (web agency) che pubblicizzano gratis (e vendono anche) i prodotti/servizi di Google e Facebook.

Google e Facebook, hanno creato la più grande rete commerciale/vendita al mondo, praticamente gratis (grazie agli “adulatori” delle 2 piattaforme): ed ora è giunto il momento di salutare tutti e prendersi tutto il mercato.

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Marketing: Classifica Giornali, Quotidiani – Diffusione Media (Italia + Estero) – Dati Gennaio 2017

WebMarketingManager.netDati a dir poco “drammatici” per la carta stampata per inizio 2017, rispetto all’anno precedente 2016: Corriere della Sera, con una perdita del -27,87%, La Repubblica, con una perdita del -12,77%. Per non parlare de Il Sole 24 Ore che ha fatto peggio di tutti con una perdita del -32,74%.

Ed alla fine è accaduto. Cosa? Internet ha sostituito la “carta stampata” o per lo meno se non tutta almeno quella dei giornali quotidiani è in profonda crisi, sia come diffusione media, che come fatturati. Per non parlare del crollo della pubblicità. Meno carta e sempre più online/web/Internet. Le “vecchie strategie di marketing” sembrano non funzionare più per avere lettori sui giornali/quotidiani/carta stampata.

Classifica Giornali, Quotidiani – Diffusione Media (Italia + Estero) – Dati Gennaio 2017

  1. Corriere della Sera, con una perdita del -27,87% rispetto al 2016
  2. La Repubblica, con una perdita del -12,77% rispetto al 2016
  3. La Gazzetta dello Sport, con una perdita del -9,39% rispetto al 2016
  4. La Stampa, con una perdita del -15,39% rispetto al 2016
  5. Avvenire, con una perdita del -6,83% rispetto al 2016

  1. Il Sole 24 Ore, con una perdita del -32,74% rispetto al 2016
  2. Il Messaggero, con una perdita del -9,92% rispetto al 2016
  3. QN il Resto del carlino, con una perdita del -4,81% rispetto al 2016
  4. Corriere dello Sport, con una perdita del -5,47% rispetto al 2016
  5. QN La Nazione, con una perdita del -8,61% rispetto al 2016

 

  1. Il Giornale, con una perdita del -17,17% rispetto al 2016
  2. Il Gazzettino, con una perdita del -7,43% rispetto al 2016
  3. TuttoSport, con una perdita del -11,58% rispetto al 2016
  4. Il Giorno, con una crescita del +2,84% rispetto al 2016
  5. Il Secolo XIX, con una perdita del -12,19% rispetto al 2016

Fonte: Ads (Accertamenti Diffusione Stampa) / Infolab

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Focus on: Non parte bene il 2017 per la carta stampata / giornali / quotidiani. Vedere il Corriere della Sera, con una perdita del -27,87% rispetto al 2016 e La Repubblica, con una perdita del -12,77% rispetto al 2016, ovvero i principali 2 quotidiani nazionali in profonda crisi, non è positivo ne’ per le aziende, ne’ per i propri dipendenti / collaboratori.

Per non parlare de Il Sole 24 Ore che ha fatto peggio di tutti con una perdita del -32,74%. Incredibile… vedere l’unico giornale economico in top 10, con un crollo così evidente.

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Social Media Marketing: YouTube – Demografia – Analisi Target 2017 [Infografica]

WebMarketingManager.net – Ci sono 2,8 Miliardi di persone sui social media (il 37% della popolazione mondiale). YouTube (con 1 Miliardo di utenti) è il “social network” preferito per raggiungere il target di chi guarda i video.

Infografica, con un riepilogo aggiornato al 2017, con i dati relativi al target utenti di YouTube.

YouTube è il “social network” preferito per la comunicazione fatta con i video, ed è giudicato meglio della TV (Televisione) nel 2017.

Quanti utenti ha YouTube?

– 1 Miliardo di utenti unici al mese

Com’è composto il target* di YouTube?

– 55% di uomini online

– 45% di donne online

*prevalentemente uomini

Anche YouTube (dopo Facebook) è il principale “social network” per raggiungere il target Millennials (persone nate tra gli anni 1980 ed i primi anni 2000) e Generazione X (utenti nati tra il 1963 ed il 1980, dai 18 ai 49 anni)

Quanti video sono visti dagli utenti di YouTube ogni minuto?

– 2 Milioni di video

Fonte: Tracx

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Focus on: Infografica aggiornata al 2017, per le aziende che hanno bisogno di capire il posto giusto per trovare il loro pubblico sui “social networks”, e quali social media possono essere utili per la propria attività, nel dettaglio su YouTube.

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Social Media Marketing: Facebook – Demografia – Analisi Target 2017 [Infografica]

WebMarketingManager.net – Ci sono 2,8 Miliardi di persone sui social media (il 37% della popolazione mondiale). Facebook (con 1,9 Miliardi di utenti) è il “social network” preferito per raggiungere il target dei Millennials e Generazione X.

Infografica, con un riepilogo aggiornato al 2017, con i dati relativi al target utenti di Facebook.

Facebook è il “social network” più popolare del 2017.

Quanti utenti ha Facebook?

– 1,9 Miliardi di utenti unici al mese

Com’è composto il target* di Facebook?

– 83% di donne online

– 75% di uomini online

*prevalentemente donne

Facebook è il principale “social network” per raggiungere il target Millennials (persone nate tra gli anni 1980 ed i primi anni 2000) e Generazione X (utenti nati tra il 1963 ed il 1980, dai 18 ai 49 anni).

Quanto tempo trascorrono gli utenti di Facebook sul “social network”?

– 20+ minuti al giorno, per il 75% degli utenti

– 7+ ore, a settimana per la Geberazione X (utenti nati tra il 1963 ed il 1980)

Fonte: Tracx

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Focus on: Infografica aggiornata al 2017, per le aziende che hanno bisogno di capire il posto giusto per trovare il loro pubblico sui “social networks”, e quali social media possono essere utili per la propria attività, nel dettaglio su Facebook.

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Intelligenza Artificiale: Robot, inizia a Sostituire i Lavori Manuali ma anche gli HR e Giornalisti

WebMarketingManager.net – In fase di test anche un nuovo algoritmo per sostituire gli HR / Recruiter / Head Hunter per la selezione e gestione delle risorse umane. Dalle prime prove effettuate i robots dovrebbero essere in grado di sostituire l’impiegato fisico delle risorse umane nella fase preliminare della selezione del personale riducendo di circa il -75% i tempi di lavoro “umani”.

Non solo hamburger e panini, ma anche Robots in grado di sostituire HR / Recruiter / Head Hunter. Meglio essere “giudicati” da un Robot, o da un “essere umano” ?

Dunque, si chiama Flippy il robot che cucina gli hamburger e prepara panini.

Mentre il robot che farà “concorrenza” agli HR / Recruiter / Head Hunter “umani” si chiama Matilda.

Se il primo robot (Flippy) andrà a sostituire i lavori più manuali e ripetitivi, il secondo robot (Matilda) fra non molto sarà in grado anche di valutare, “pensare” e giudicare.

I robots sono anche in grado di interpretare e rispondere alle emozioni umane come le espressioni facciali, la voce e il tatto. Questi robots utilizzano fotocamere, sensori e un software di apprendimento automatico.

Anche i giornalisti (non tutti) saranno sostituiti dai robots.

Esiste già un software (programma) utilizzato dalle agenzie di stampa come la Associated Press, il Los Angeles Times e Forbes. L’intervento umano è limitato o non necessario, tranne che nella fase di programmazione iniziale del software (programma). Questo è l’inizio di ciò che sarà il “robot-giornalismo“.

Fonte: Miso Robotics / David Zito / CaliBurger / Cali / Research Center for Computers, Communication and Social Innovation (Reccsi) / Rajiv Khosla / Università La Trobe Melbourne, Australia

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Focus on: La tecnologia avanza molto più velocemente rispetto agli anni passati. Se una volta “c’era tempo per maturare il progresso”, oggi assistiamo ad accelerazioni improvvise. Non c’è più il tempo per pensare/ragionare che è già arrivato un robot pronto a sostituire uno dei tanti lavori manuali.

Chi utilizza già i robots nelle attività di produzione al posto degli esseri umani?

  • Amazon nei suoi magazzini
  • Apple e Samsung per la produzione degli smartphones
  • e molti altri ancora (oltre a chi “segretamente” lo fa da anni, ma non lo ha ancora reso pubblico).

L’automazione / intelligenza artificiale, è di sicuro un vantaggio/beneficio per l’imprenditore e per chi ha grandi risorse economiche da investire. Poche tutele invece per i lavoratori che ad oggi, non sono ancora preparati ad essere “ricollocati velocemente”.

Se è vero che i robots sostituiranno i lavori “più faticosi” o quelli “meno impegnativi” e l’essere umano sarà “riciclato” in nuove attività lavorative, è anche vero che mentre la macchina/robot è “già pronta all’uso”, l’essere umano ha bisogno di tempo per apprendere/cambiare/applicare.

Questo tempo d’apprendimento rapido, ad oggi, non c’è per la maggior parte delle persone che effettuano lavori manuali. Le previsioni degli analisti affermano, come anche Bill Gates riporta in una video-intervista, molto preoccupato: 8 Milioni di posti di lavoro in meno in U.S.A. (Stati Uniti) e 15 Milioni di posti di lavoro in meno in U.K. (Gran Bretagna – Regno Unito).

Trovi la video-intervista a Bill Gates sui robots, a questa pagina: https://webmarketingmanager.net/video-bill-gates-i-robot-che-rubano-i-posti-di-lavoro-devono-pagare-le-tasse/

Ed anche l’articolo ed il video robots di Amazon a lavoro nei magazzini a questa pagina: https://webmarketingmanager.net/video-e-commerce-amazon-45-000-robot-lavorano-al-posto-degli-umani/

Altri articoli e notizie riguardanti i robots e l’intelligenza artificiale a questa pagina: https://webmarketingmanager.net/?s=robot

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Marketing: Classifica dei primi 10 Gruppi GDO – Vendita Prodotti per l’anno 2016

WebMarketingManager.net – Le aziende più “piccole”, quelle che singolarmente hanno un fatturato inferiore ai 270 Milioni di Euro, generano complessivamente circa 28 Miliardi di Euro, in vendite.

Mentre i grandi gruppi della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) in Italia, sono in perdita. Troppa “dispersione organizzativa” ?

Classifica relativa alla vendita dei prodotti confezionati di largo consumo nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) in Italia, dati relativi all’anno 2016:

  1. Barilla, con 1 Miliardo e 748 Milioni di Euro (-1,6%)
  2. Nestlè, con 1 Miliardo e 492 Milioni di Euro (-0,5%)
  3. Lactalis, con 1 Miliardo e 423 Milioni di Euro (-3,4%)
  4. Ferrero, con 1 Miliardo e 391 Milioni di Euro (-1,1%)
  5. Unilever, con 1 Miliardo e 108 Milioni di Euro (-3,4%)
  6. Bolton, con 985 Milioni di Euro (+1,4%) (con i brands di tonno e detergenti: Rio Mare, Palmera, Simmenthal, Borotalco, Chilly)
  7. Procter & Gamble (P&G), con 816 Milioni di Euro (-1,9%)
  8. Granarolo, con 748 Milioni di Euro (-4,0%)
  9. Mondelez International, con 727 Milioni di Euro (-2,0%)
  10. Henkel, con 685 Milioni di Euro (-3,3%)

Con valore positivo, ma fuori dalla classifica dei primi 10 Gruppi GDO in Italia, per la vendita di prodotti per l’anno 2016, troviamo:

  • Bauli (prodotti dolciari) (+2,3%)
  • Veronesi (carni avicole) (+0,5%)

Nell’analisi complessiva dei primi 25 brands della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) in Italia, solo 3 gruppi evidenziano una crescita positiva, i restanti 22 sono in perdita.

Fonte: Iri

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Focus on: Se su un totale di 25 gruppi della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) in Italia, 22 sono in perdita e solo 3 registrano delle variazioni positive, si può pacificamente affermare che il settore è in perdita per il 2016.

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Mobile Marketing: Apple e Samsung – Analisi Fatturato dal 2012 al 2016

WebMarketingManager.netSamsung ha la metà del fatturato di Apple, per il mondo del “mobile business”.  Analizziamo i fatturati per capire meglio i numeri.

L’iPhone di Apple, da solo, batte tutti i prodotti mobile di Samsung di oltre il +70%. La perdita di fatturato di Samsung è dovuta allo scandalo sulle batterie ”esplosive” difettose del Galaxy Note 7, che hanno compromesso tutta la Brand Reputation di Samsung.

Per il 29 Marzo 2017, Samsung presenterà il suo nuovo smartphone Galaxy S8, a New York.

Unico obiettivo si Samsung sarà quello di: riconquistare fiducia persa dei consumatori.

Samsung ha accumulato un enorme ritardo in termini di vendite di dispositivi mobili in confronto ad Apple, nonostante tutto Samsung, rimane ancora al primo posto per numero venduto di smartphones, ma non come fatturato.

Fonte: Apple / Samsung

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Focus on: Apple fattura di più rispetto a Samsung, nonostante i prodotti di Samsung siano i più venduti, come unità/numero totale dei prodotti venduti.

Ipotetica soluzione per Samsung potrebbe essere quella d’aumentare il prezzo sui “prodotti di fascia alta” e puntare in particolar modo all’utenza con maggiore potere d’acquisto, sacrificando le fasce più basse.

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Mobile Marketing: il 49% di chi usa uno Smartphone Non Scarica le App (applicazioni)

WebMarketingManager.netDiminuisce il tasso di crescita delle App (applicazioni) per Smartphone. La media delle app scaricate è di 3,5 al mese.

Tira aria di crisi per i produttori ed utilizzatori di app (applicazioni) per gli smartphone. Le app più utilizzate appartengono a 2 grandi gruppi: Facebook e Google.

Quante app (applicazioni) per gli smartphone sono scaricate ogni mese dagli utenti?

  • 0 (zero) App al mese, per il 49% degli utenti
  • 1 App al mese, per il 13% degli utenti
  • 2 Apps al mese, per l’11% degli utenti
  • 3 Apps al mese, per l’8% degli utenti
  • 4 Apps al mese, per il 6% degli utenti
  • Dalle 5 alle 7 Apps al mese, per il 7% degli utenti
  • Più di 8 Apps al mese, per il 6% degli utenti

* Tra le persone che hanno scaricato le app (applicazioni) per smartphone

2 Fonte: comScore MobiLens, U.S.A. (Stati Uniti), Età dai 13+, media mese – Confronto Dati: Fine Giugno 2016 rispetto a Giugno 2015

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Focus on: Vero è che le persone utilizzano sempre di più lo smartphone rispetto ai PC Desktop (personal computer) per connettersi ad Internet, ma è anche vero che la maggior parte del traffico mobile sulle app è praticamente in mano a 2 grandi gruppi: Facebook e Google.

Ha ancora senso per i piccoli siti, avere una applicazione (app) per smartphone se poi, gli utenti non la scaricano e non la utilizzano? Solo per moda? Tanto per dire: “scarica la nostra app” ?

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E-Mail Marketing: l’82% degli utenti controlla l’E-Mail personale ogni giorno

WebMarketingManager.net – Ricerca effettuata in Nord America: U.S.A. (Stati Uniti) e Canada.

Qual è la frequenza con la quale si controlla la propria e-mail personale, ogni giorno?

  • Da 1 a 3 volte al giorno, per il 44% degli utenti
  • Da 4 a 9 volte al giorno, per il 18% degli utenti
  • Da 10 a 15 volte al giorno, per il 9% degli utenti
  • Più di 15 volte al giorno, per l’11% degli utenti
  • Il restante 18% non controlla l’e-mail ogni giorno

Fonte: Magnetic / Retail TouchPoints – Settembre 2016*

*Ricerca effettuata su 200 consumatori e 100 dirigenti/responsabili di vendita al dettaglio, in U.S.A. (Stati Uniti) e Canada.

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Focus on: Nonostante i vari “social networks del tempo libero” ed i like senza senso e senza R.O.I. (Return On Investment), l’e-mail marketing, con l’82% di utenti che controllano la propria e-mail personale ogni giorno, rimane un “pilastro” delle strategie di marketing online per promuovere un prodotto ed informare correttamente i consumatori.

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Mobile Marketing: Quanto Tempo / Minuti con lo Smartphone, Tablet e PC Desktop?

WebMarketingManager.net –Dati di Dicembre 2016 relativi al consumo totale del tempo trascorso sugli smartphones: negli U.S.A. (Stati Uniti) è quasi raddoppiato l’utilizzo con +99%, rispetto a 3 anni fa. L’uso del tablet è aumentato del +26% mentre l’uso del desktop (P.C. – Personal Computer) è sceso -8%.

Tornando all’Italia, il 70% degli italiani utilizza un cellulare Smartphone ma nonostante tutto, il 27% degli italiani possiede ed utilizza un cellularefeature phone“, il classico telefono solo parlare ed inviare sms.

Lo smartphone è il dispositivo preferito dal consumatore per l’accesso ad Internet.

Da ricordare però che il tablet ed il computer desktop (P.C. – Personal Computer) vengono utilizzati per casi più specifici, come leggere o fare un acquisto e-commerce.

Le abitudini del consumatore che utilizza uno smartphone sono diventate sempre più radicate nella vita di tutti i giorni. Ovunque si vada, vedrai tantissime persone “incollate” al loro smartphone: a piedi per strada, nei luoghi pubblici, sui mezzi di trasporto pubblici ed anche privati. Sarà un bene? Sarà un male?

Quali sono le marche/brands degli smartphones più utilizzati in Italia?

Quote di mercato smartphone – Italia:

  1. Samsung, con il 40%
  2. Apple, con il 19%
  3. Huawei, con il 12%, con una crescita del +132% rispetto all’anno precedente

Fonte: comScore – Dicembre 2016

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Focus on: L’idea di Nokia, di “ritornare al passato” con il modello 3310 (l’anti-smartphone) presentato al Mobile World Congress 2017, potrebbe, in Italia, conquistare quel 27% di italiani che possiedono ed utilizzano un cellularefeature phone“, il classico telefono solo parlare ed inviare sms.

Se questo accadesse, Nokia, potrebbe tornare al numero 2, in Italia, e scavalcare Apple, come quota di mercato per i cellulari più venduti.

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